Omicidio Scelzo, muore uno degli imputati. Per la Dda era un killer dei D’Alessandro di Castellammare

Ciro Formisano,  

Omicidio Scelzo, muore uno degli imputati. Per la Dda era un killer dei D’Alessandro di Castellammare

Antonino Esposito Sansone, pregiudicato di Castellammare e ritenuto uno dei componenti del commando armato del clan D’Alessandro, è morto venerdì sera all’ospedale di Vibo Valentia. Ad ucciderlo è stata un’insufficienza cardiaca. Detenuto da 4 mesi in carcere con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dalle finalità mafiose, il cinquantasettenne è deceduto nel reparto di terapia intensiva del nosocomio calabrese. Era stato trasferito in corsia dal carcere qualche settimana fa a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. La Procura non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e nelle prossime ore la salma dell’uomo verrà restituita alla famiglia per i funerali. Antonino Esposito Sansone, a giugno di quest’anno, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Pietro Scelzo, delitto messo a segno dai killer di Scanzano il 18 novembre del 2006. A incastrare il cinquantasettenne sono stati i racconti del pentito Pasquale Rapicano, ex sicario di punta dei D’Alessandro già condannato all’ergastolo, in appello, per quel delitto. Rapicano ha raccontato che a ordinare il massacro sarebbe stato Vincenzo Ingenito – cognato del boss Luigi D’Alessandro – mentre Antonino Esposito Sansone si sarebbe occupato del recupero dell’assassino subito dopo il delitto. Un omicidio che per l’Antimafia rientra nella faida che in quegli anni ha visto contrapposti i D’Alessandro e gli Omobono-Scarpa, il clan emergente poi dissolto che avrebbe provato a spodestare il dominio dei boss di Scanzano. Per questa vicenda, dopo l’arresto, la Dda ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato sia per Esposito Sansone che per Ingenito che sono finiti alla sbarra. L’udienza programmata qualche settimana fa però è stata rinviata proprio per l’aggravarsi delle condizioni di salute dell’imputato che non ha potuto partecipare al processo. Una situazione che nel giro di qualche giorno è precipitata. La difesa del cinquantasettenne aveva anche chiesto, invano, la scarcerazione dell’imputato, come racconta l’avvocato Antonio de Martino, storico legale di Antonino Esposito Sansone. «Sono molto dispiaciuto per questa tragedia – le parole dell’avvocato De Martino – Stavamo attendendo che il Riesame si esprimesse sulla richiesta di scarcerazione dopo che la Corte d’Assise aveva rigettato la nostra istanza ritenendolo un soggetto pericoloso. Io mi chiedo: come fa un uomo ricoverato in terapia intensiva ad essere pericoloso? La cosa più triste è che è morto da solo, lontano da chi avrebbe voluto stargli vicino negli ultimi istanti della sua vita». Con la morte di Sansone esce dunque di scena un altro degli imputati accusati di aver partecipato all’omicidio Scelzo.

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