Incubo camorra nel Comune di San Giuseppe Vesuviano, le proroghe degli appalti nel mirino

Andrea Ripa,  

Incubo camorra nel Comune di San Giuseppe Vesuviano, le proroghe degli appalti nel mirino

Nei giorni in cui il primo cittadino prova a mettersi alle spalle l’ennesima crisi politica scoppiata all’interno della sua maggioranza, la commissione anticamorra arrivata a palazzo di città a inizio agosto scorso continua a tenere accesi i riflettori su appalti e incarichi affidati dal municipio di piazza Elena d’Aosta. L’affare rifiuti e la gestione della cura degli animali sono ora al centro delle indagini. Al di là delle beghe politiche che stanno interessando il gruppo di alleati a sostegno del sindaco leghista Vincenzo Catapano – ultimo in ordine di tempo il “contestato” ingresso in consiglio di Luigi Parente al posto della consigliera dissidente, Rosa Miranda – a tenere alta la tensione è la commissione d’accesso inviata dalla prefettura per valutare il rischio di infiltrazioni di organizzazioni camorristiche nella gestione della cosa pubblica. Un incubo che tiene in allerta soprattutto gli esponenti politici della squadra di governo locale, anche loro finiti sotto la lente di ingrandimento del pool inviato dagli uffici di governo nel pieno dell’estate appena trascorsa. Recentemente la squadra di funzionari chiamata a indagare sul Comune di San Giuseppe Vesuviano – composta dal viceprefetto Maria Lucia Trezza, dal commissario capo Riccardo Buonomo della divisione Anticrimine della questura di Napoli e il capitano Antonio Pacelli della guardia di finanza, nucleo di polizia economico-finanziario di Napoli – ha acceso i riflettori su una serie di appalti che il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha proceduto ad affidare in regime di prorogatio, vista la lentezza degli uffici nel preparare gli atti di gara per la predisposizione del bando. Inevitabilmente le attenzioni si sono concentrate sul precedente appalto per i rifiuti, per oltre un anno affidato al Consorzio Gema di Pagani in regime di proroga. La gara è stata fatta soltanto recentemente ed è stata vinta ancora una volta dalla ditta di rifiuti del Salernitano che oggi sta operando in virtù del nuovo capitolato d’appalto. Per oltre un anno, però, prima delle nuove procedure, s’è andato avanti con le proroghe nel tentativo di assicurare comunque il servizio di raccolta dei rifiuti. Ma non è l’unico a essere finito nel mirino. Perché se per la gara dei rifiuti dopo anni di proroghe s’è provveduto a scrivere un nuovo bando, c’è un altro servizio essenziale che i funzionari del municipio di piazza Elena d’Aosta stanno assicurando in regime di prorogatio dal 2017. Si tratta del servizio di ricovero dei cani – un appalto che ogni anno s’assesta tra i duecento e i trecentomila euro – che da 4 anni non viene mai preso in considerazione dai funzionari dell’Ente, ma i contratti vengono rinnovati in virtù di proroghe. Oggi finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione anticamorra inviata dalla prefettura. Per altre amministrazioni comunali, dove s’era insediata la commissione d’acceso, le troppe proroghe sospette erano state tra motivi fondanti di scioglimento per infiltrazioni. Le diverse proroghe – alcune anche relative agli affari sociali – sono oggi oggetto d’indagine. Toccherà al pool anticlan accertare se su questi affari c’è stata la longa manus della criminalità organizzata oppure no.

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