L’affare droga a Salerno, asse con Torre Annunziata per cocaina e hashish

Mario Memoli,  

L’affare droga a Salerno, asse con Torre Annunziata per cocaina e hashish
Un'immagine di oggi 12 settembre 2011, del trasferimento nel carcere di Salerno-Fuorni di Massimo Longo, 52 anni accusato di aver ucciso un boss della Banda della Magliana nel giugno del 2009. L'uomo era agli arresti domiciliari presso la comunit‡ 'La Pagliuzza' di Giovi, a Salerno quando Ë stato arrestato stamani dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Roma Ostia su ordine del tribunale di Roma. L'uomo deve rispondere dei reati di omicidio, associazione per delinquere, porto abusivo di armi e ricettazione. ANSA/PASQUALE STANZIONE

Droga acquistata a Eboli, Torre Annunziata e a Napoli per inondare le piazze della provincia sud di Salerno e dell’Agro. E lo facevano soprattutto attraverso i social. Trentuno arrestati (27 in carcere e 4 ai domiciliari) dai carabinieri del comando provinciale di Salerno che hanno eseguito un’ordinanza su richiesta della Procura Antimafia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, detenzione, messa in vendita, trasporto, offerta, consegna, distribuzione e commercializzazione di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina, marijuana ed hashish. L’inchiesta denominata “Final cleaning” ha consentito di individuare due distinti gruppi, di cui uno facente capo alla famiglia D’Alterio operante a Campagna, ed un altro a Cosimo Dianese, attivo ad Eboli. Dianese, pur di assicurarsi il controllo delle piazze di spaccio, non esitava a intimidire i possibili concorrenti o coloro ritenuti tali. A marzo del 2019, si rendeva responsabile, con Attilio Foglia, Gerarda Paradiso e Cristian Pema, dell’incendio doloso di quattro autovetture all’interno dell’auto rivendita “Mayo’s Car”, con sede ad Eboli, in quanto Dianese riteneva che il proprietario dell’esercizio commerciale potesse essere un possibile concorrente nella gestione dello “spaccio” sulla piazza di Eboli. Ed ancora, a maggio 2019, lo stesso Dianese restò vittima di un’azione estorsiva posta in essere nei suoi confronti dal Giuseppe Morello, quale mandante, e Vito Coppola e Domenico Sirica, quali esecutori, per il recupero di un credito di una fornitura di cocaina non pagata, il cui valore ammontava a circa 3.500 euro. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso come gli indagati utilizzassero il consueto “linguaggio criptico”; ne sono esempio le frasi “bomba a mano”, ad indicare le dosi di cocaina già confezionate, un “chilo di pasta”, ad indicare la quantità di stupefacente che doveva essere approvvigionata e le parole “birra, donne o scarpe”, ad indicare lo stupefacente che doveva essere consegnato. Gli assuntori utilizzavano le piattaforme di messaggistica Facebook, Whatsapp ed Instagram per contattare gli spacciatori e concordare il luogo, la quantità e l’orario per la cessione. I militari hanno proceduto al sequestro di sostanza stupefacente per circa 320 grammi di cocaina e 350 di hashish dal valore di 20mila euro. In carcere Antonio Pagano (Eboli), Oreste D’Alterio (Campagna), Cosimo Dianese (Eboli), Attilio Foglia (Eboli), Carlo e Mattia Magliano (Campagna), Francesco Giordano (Torre Annunziata), Giovanni Milanese (Campagna), Cristian Moscato (Campagna), Sami Oursan (Marocco), Anna Papa (Nocera Inferiore), Gerarda Paradiso (Eboli), Cristian e Liberato Perna (Campagna), Paolo Piccolo (Pollena), Claudia Rizzo (Napoli), Cosimo Senatore (Sarno), Vito Solimeno (Eboli), Maurizio Taurisano (Eboli), Vito Coppola (Trecase), Domenico Sirica (Sarno), Sebastiano D’Alterio (Mugnano), Cosimo Milanese (Campagna), Giuseppe Morello (Torre Annunziata). Ai domiciliari Andrea Sessa (Campagna), Massimiliano Marotta (Eboli), Serena Gizzi (Campagna), Mariangela Chiella (Eboli).

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