Bomba davanti casa per vendetta, panico a Ottaviano

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Bomba davanti casa per vendetta, panico a Ottaviano

La bomba davanti al palazzo è stata piazzata intorno all’una di notte. Il boato s’è trasformato nel rintocco più spaventoso per mezza città, svegliata di soprassalto da un botto che dal Pagliarone, alla periferia della città, s’è sentito distintamente anche nel centro storico di Ottaviano. Così al tam tam partito inevitabilmente sui social nel cuore della notte, hanno fatto seguito le indagini affidate alle forze dell’ordine chiamate in soccorso di chi s’è trovato il portone di casa improvvisamente danneggiato. Una bomba carta è stata lasciata esplodere davanti all’abitazione di un professionista la scorsa notte, un ordigno rudimentale capace di scatenare nuove tensioni in una città che da settimane è al centro di numerosi raid criminali: ultimo, ma solo in ordine di tempo, l’agguato a un pregiudicato nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Sull’attentato incendiario gli investigatori – le indagini sono affidate ai vertici della compagnia dei carabinieri di Torre Annunziata che stanno avendo molte difficoltà nel ricostruire i motivi alla base del raid – ipotizzano interessi personali. Una vicenda, dunque, completamente slegata dagli affari gestiti dalla criminalità organizzata del posto e dal business illecito sul mercato degli stupefacenti. Esclusa almeno in questa fase la matrice camorristica, gli accertamenti vertono in altre direzioni. Più probabile che si sia trattato di una vendetta, non è ancora chiaro se per motivi passionali o se una vicenda di carattere economico. Questo bisognerà accertarlo nelle prossime ore, quando le vittime del raid di fuoco scoppiato la scorsa saranno nuovamente ascoltati dalle forze dell’ordine per chiarire aspetti su rapporti lavorativi e personali oggetto di indagine. Allo stesso tempo le forze dell’ordine hanno avviato le procedure per l’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza della zona. Nei video gli investigatori sperano di raccogliere una traccia, anche un dettaglio che possa dare un’accelerata alle indagini che sembrano essere – a 24 ore dal raid – a un punto fermo. Come gran parte degli episodi criminali verificatisi in questo angolo di provincia, spesso dimenticato dalle istituzioni e da chi dovrebbe monitorare il territorio. Sparatorie, attività commerciali incendiate e ordigni lasciati davanti a negozi che fanno parte di un lungo elenco di misteri che ancora oggi attendono di essere risolti. L’altra notte l’ennesimo episodio macchiato di criminalità, che rischia di allungare questa lista. Non è ancora chiaro, infatti, se gli attentatori abbiano raggiunto l’abitazione della vittima, in via Pagliarone, a bordo di un’auto o in sella uno scooter o una moto. Se abbiano agito in due, o se si sia trattato dell’azione solitaria di qualcuno. E soprattutto restano incerti i motivi alla base di uno spaventoso attentato incendiario capace di scuotere nel cuore della notte mezza città, svegliata di soprassalto da un boato che ha richiamato alla memoria vecchie vicende del passato quando le bombe erano all’ordine del giorno e le bande criminali imperversavano per le strade della città.

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