I dirigenti del Comune di Pompei contro i politici: «Troppe diffide»

Salvatore Piro,  

I dirigenti del Comune di Pompei contro i politici: «Troppe diffide»

Accesso agli atti, la giunta comunale “punirà” l’abuso dei consiglieri dissidenti: scoppia la bagarre tra maggioranza e opposizione. Ha suscitato durissime polemiche l’ultima delibera approvata dalla giunta di Pompei, che il 14 ottobre ha deciso di affidare a un professionista esterno (presumibilmente un avvocato esperto in materia di diritto di accesso agli atti amministrativi ndr) l’eventuale “avvio delle azioni atte a tutelare i diritti e l’immagine dell’Ente lesi da un abuso dell’esercizio del diritto di accesso da parte di diversi consiglieri comunali”. Per l’incarico esterno, l’amministrazione stanzierà in bilancio più di 3100 euro. I principali leader della battagliera opposizione politica, anche per questo motivo, gridano allo scandalo. Domenico Di Casola, a capo della Coalizione Civica di minoranza in consiglio comunale, chiederà subito l’intervento della Corte dei Conti. “I binari di controllo dell’azione dei Consiglieri sono già stabiliti da puntuali leggi e da regolamenti, in particolare dal Tuel, che obbliga tutti loro a un’azione strumentale all’esercizio della funzione di controllo. Con quest’ultima delibera, invece, l’amministrazione comunale prova a limitare l’esercizio dei nostri diritti e delle nostre prerogative attraverso un inutile quanto dannoso spreco di risorse pubbliche. E’ per questo – prosegue Di Casola – che stamattina (ieri per chi legge ndr) invierò la delibera alla Corte dei Conti per una sua valutazione”. La chiacchierata delibera sul diritto di accesso, firmata dal sindaco Carmine Lo Sapio e dall’assessore comunale competente, Michele Troianiello, è stata approvata dalla giunta di Pompei dopo le decine di formali richieste di copie atti avanzate a partire dal settembre 2021 a opera dei consiglieri comunali della minoranza. Le richieste di accesso hanno riguardato soprattutto le autorizzazioni e il progetto complessivo per il restyling tuttora in corso lungo via Lepanto e via Crapolla. “Le nostre richieste di accesso – conclude Di Casola – hanno fatto emergere la verità: quei lavori erano partiti senza autorizzazione. E’ chiaro che la maggioranza, ora, ha paura della nostra azione di controllo”. “C’è già un segretario generale del Comune, sarebbe lui preposto a valutare la fattibilità o meno dell’accesso agli atti – sottolinea invece il numero due della minoranza, il forzista Alberto Robetti – questa delibera rappresenta un altro spreco per la città, oltre che l’ennesima limitazione dei diritti della minoranza a Pompei”. Durissima infine l’ormai ex alleata di governo, Luisa De Angelis di Alternativa Popolare: “E’ una delibera che intende intimorire o imbavagliare, un atto firmato inoltre in un momento già delicato per il nostro Paese, dove la democrazia è messa in pericolo da rigurgiti di autoritarismo e di censura”.

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