Hanno negato ogni accusa, rispondendo colpo su colpo alle domande del giudice. Hanno raccontato di non aver mai messo le mani addosso a quella bambina di 4 anni, parlando anche dello scenario di tensione familiare che avrebbe fatto da sfondo a questa vicenda. «Siamo innocenti, vogliono solo incastrarci», il succo del lungo interrogatorio al quale si sono sottoposti il ventisettenne e la ventunenne di Boscoreale accusati di atti sessuali ai danni di una bimba. I due indagati sono finiti agli arresti domiciliari, mercoledì mattina, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Secondo gli inquirenti i due giovani avrebbero abusato della piccola che è la sorellastra del ventisettenne. Un inferno scoperto grazie ad un’intercettazione telefonica nella quale la madre della bimba ha raccontato ad un’altra persona delle presunte violenze subite dalla figlia. Violenze confermate – sostengono gli inquirenti – anche dalla stessa vittima nel corso di un incontro con una psicoterapeuta. A insospettire la madre della bambina sono stati gli atteggiamenti strani della bambina e i racconti dei «giochi» a luci rosse ai quali sarebbe stata costretta a partecipare. I due sospettati – che in questi giorni sono stati vittime anche di minacce di morte – ieri si sono presentati in tribunale per l’interrogatorio. Nell’aula al piano terra del palazzo di giustizia hanno raccontato la loro verità al giudice per le indagini preliminari, Antonello Anzalone. Assistiti dagli avvocati Mauro Porcelli, Giuseppe De Luca e Francesco Cappiello, i due indagati hanno negato ogni responsabilità in merito alla vicenda per la quale sono stati arrestati. Il ventisettenne, in particolare, ha raccontato alcuni particolari sul clima di tensione e sugli screzi interni alla su famiglia. Frizioni innescate, secondo l’indagato, da motivi di carattere economico. I due hanno anche sottolineato di non essere mai rimasti soli con la bambina, ma che i pochi incontri con la piccola sarebbero avvenuti sempre in presenza dei genitori o di altri familiari adulti. Un dettaglio che escluderebbe, secondo la difesa, l’ipotesi che i sospettati possano aver commesso atti sessuali ai danni della piccola. La difesa del ventisettenne ha, inoltre, annunciato l’avvio di indagini difensive per confutare la veridicità dei racconti resi dalla bambina e di sua madre. Accertamenti sui quali verrà anche fondato il possibile ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la revoca degli arresti domiciliari per «carenza dei gravi indizi di colpevolezza», secondo gli avvocati.

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