Incubo camorra a San Giuseppe Vesuviano, ombre sulla nuova sede dei vigili urbani

Andrea Ripa,  

Incubo camorra a San Giuseppe Vesuviano, ombre sulla nuova sede dei vigili urbani

Sulla lista delle procedure sospette non ci sono soltanto gli appalti affidati per lavori conclusi, ma anche interventi che si stanno tenendo in queste settimane in città. Nell’elenco degli appalti finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione d’accesso, che dovrà accertare l’eventuale presenza di clan all’interno del Comune di San Giuseppe Vesuviano, c’è anche quello per la conversione dell’ex macello destinato a diventare un centro per la protezione civile, nonché la nuova sede del comando della polizia municipale che sarà trasferita lì da piazza Elena d’Aosta. Ebbene il pool anticamorra – inviato dal prefetto di Napoli a inizio agosto – ha inserito nella lista degli appalti su cui potrebbero esserci state le ingerenze della criminalità organizzata proprio l’affare da mezzo milione di euro, finanziato dalla Regione Campania al Comune. I lavori sono tuttora in corso e il rischio che la camorra possa aver messo le mani sulla struttura destinata a diventare un polo di legalità resta da tenere in considerazione. Saranno poi componenti della commissione d’accesso a dover valutare se sui lavori di riqualificazione funzionala dell’area ex macello comunale antistante il centro operativo comunale di protezione civile del Comune di San Giuseppe Vesuviano ci siano stati gli interessi della criminalità organizzata. Al segretario generale, Girolamo Martino, è stato chiesto di presentare tutti gli incartamenti per i controlli sulle procedure. Quello per i lavori all’ex macello, dove un tempo era situata anche il centro di primo soccorso, è soltanto uno dei tanti appalti sotto la lente di ingrandimento dei tre componenti del pool anticlan. Al responsabile dell’anti-corruzione sono stati chiesti decine di documenti in queste settimane. Recentemente la squadra di funzionari chiamata a indagare sul Comune di San Giuseppe Vesuviano – composta dal viceprefetto Maria Lucia Trezza, dal commissario capo Riccardo Buonomo della divisione Anticrimine della questura di Napoli e il capitano Antonio Pacelli della guardia di finanza, nucleo di polizia economico-finanziario di Napoli – ha acceso i riflettori su una serie di appalti che il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha proceduto ad affidare in regime di prorogatio, vista la lentezza degli uffici nel preparare gli atti di gara per la predisposizione del bando. Inevitabilmente le attenzioni si sono concentrate sul precedente appalto per i rifiuti, per oltre un anno affidato al Consorzio Gema di Pagani in regime di proroga. La gara è stata fatta soltanto recentemente ed è stata vinta ancora una volta dalla ditta di rifiuti del Salernitano che oggi sta operando in virtù del nuovo capitolato d’appalto. Sotto la lente di ingrandimento, in termini di proroghe, anche il servizio di ricovero dei cani – un appalto che ogni anno s’assesta tra i duecento e i trecentomila euro – che da 4 anni non viene mai preso in considerazione dai funzionari dell’Ente, ma i contratti vengono rinnovati in virtù di proroghe.

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