Blitz nel lager dei cani a Pompei, animali rinchiusi in gabbia senza cibo

Teresa Palmese,  

Blitz nel lager dei cani a Pompei, animali rinchiusi in gabbia senza cibo

Prigionieri dietro le sbarre fai-da-te rattoppate con vecchie lamiere metalliche persino arrugginite. Rinchiusi in box fatiscenti messi in piedi con materiale di risulta. Intorno uno scenario desolante tra montagne di monnezza e sterpaglie. Addirittura una vecchia pianola e una sponda del letto tra decine di pneumatici in quello che era il lager degli animali. Il blitz ieri mattina in via Ripuaria da parte dei poliziotti del commissariato di via Sacra ha scoperchiato una realtà terribile a Pompei: in una sorta di parcheggio a ridosso di un’abitazione privata c’erano cani tenuti in pessime condizioni, in uno stato di incuria raccapricciante. I loro sguardi persi nel vuoto, assetati e tenuti tra le feci. Due le persone denunciate ai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata con l’accusa di maltrattamento di animali – O.L. e F.G., queste le iniziali – e diverse le sanzioni amministrative riscontrate dopo l’intervento sul posto del personale dell’Asl Veterinario Napoli 3. E’ questa l’ultima operazione firmata dagli agenti di Pompei nel corso di un controllo sul territorio: in via Ripuaria sono stati salvati e liberati due pitbull tenuti in gabbie di piccole dimensioni, senza cibo né acqua. Costretti a camminare nelle feci che avevano ormai raggiunto ogni angolo di quella prigione maleodorante di appena un metro per un metro. Necessario sul posto l’intervento del personale veterinario, che ha riscontrato le pessime condizioni anche di salute degli animali: erano privi del microchip identificativo imposto dalla legge e da giorni non mangiavano e bevevano, costretti a dormire tra rifiuti e feci. L’intervento della polizia ha così permesso di mettere in salvo i due cani, abbattendo i due box e ordinando la costruzione di due nuovi ricoveri adeguati alla stazza e alla esigenza di quegli animali allevati clandestinamente. E non è finita qui. La polizia, nel corso del sopralluogo, con l’ausilio del personale veterinario, ha denunciato un altro uomo, parente del primo: sul posto, infatti, è stata riscontrata la presenza di cavalli senza microchip e peraltro senza una adeguata documentazione sanitaria. Da qui la contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei due uomini denunciati per maltrattamento di animali. Da accertare, inoltre, il reale motivo dietro la presenza dei due cani in quel parcheggio e soprattutto se fossero impiegati per altri scopi illegali, addirittura destinati a essere rivenduti sul mercato clandestino. E’ su questi aspetti che si concentreranno le indagini dei poliziotti nelle prossime, coordinati dal vice questore Antonella Palumbo. Non è la prima volta che a Pompei viene scoperto il lager degli animali. Appena un anno fa il blitz nel canile clandestino in Traversa Carbone, nei pressi di via Astolelle, dove un pregiudicato incassava fino a 4mila euro per ogni esemplare venduto sul mercato nero. Ventiquattro i cuccioli che furono liberati, tenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie, rinchiusi in box e piccole gabbie, ma pronti a essere rivenduti per cifre da capogiro.

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