Mancano anestesisti, calvario negli ospedali della penisola sorrentina

Salvatore Dare,  

Mancano anestesisti, calvario negli ospedali della penisola sorrentina

Nonostante i solleciti, i campanelli di allarme e le condizioni di lavoro tutt’altro che agevoli, l’emergenza anestesisti negli ospedali riuniti della penisola sorrentina non viene risolta. E perdura, ancora, da giorni, settimane, mesi, con ulteriori conseguenze negative – sia fisiche che psicologiche – per i medici. Che continuano a rimanere pochi, osservano turni massacranti e talvolta sono tentati dall’ipotesi di andare via aderendo a procedure concorsuali di altre aziende sanitarie napoletane. Passa il tempo e in questo lembo di terra di competenza dell’Asl Napoli 3 Sud continuano a non fermarsi i problemi sulla sanità locale che incidono negativamente sulle professionalità di medici e operatori dei due presidi sanitari. E, di rimbalzo, affiorano pure conseguenze per la qualità del servizio proposto ai pazienti. Alcune settimane fa, venne addirittura temuto il blocco delle attività di Chirurgia e Ortopedia legato sia alle carenze di personale sia a lettere di messa in mora inviate all’Asl Napoli 3 Sud per reclamare il saldo delle prestazioni aggiuntive da gennaio scorso. Ma più che i soldi gli operatori hanno bisogno di nuove energie, rinforzi, supporto, aiuti, della normalità in un contesto difficile per il servizio sanitario che deve già fare i conti con la sospensione delle attività del pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense.

E’ un tema ancora sul tavolo quello del reparto fermato a causa del Covid, uno stop momentaneo fu detto allora dall’Asl e che fu motivato dalla volontà di convogliare negli altri ospedali le unità mediche. Eppure oggi la situazione epidemiologica è nettamente migliore ma della riapertura non se ne parla affatto. Non a caso è forte il timore che la sospensione del pronto soccorso possa rappresentare non solo una nuova “picconata” all’efficienza del servizio sanitario pubblico in penisola, bensì un ulteriore passo verso la chiusura dell’ospedale di Vico Equense che scatterà certamente con la realizzazione dell’ospedale unico di Sant’Agnello. Anche se, con le difficoltà – sempre di personale – attuali, quello di Sorrento rischia già di divenire nei fatti l’ospedale unico della penisola. A Vico Equense diminuiscono sempre più margini di manovra, prestazioni, interessi al rilancio della proposta sanitaria. Servirebbe “poco” per ripristinare condizioni di normalità negli ospedali riuniti. Sulla carta sarebbe ottimale l’arrivo di una decina di anestesisti, così da consentire una rotazione adeguata, un rispetto dei turni senza sacrifici immensi e tornare in linea di galleggiamento. Anche se, addirittura, viene vista già come una sorta di miracolo una possibile dotazione di nuove unità anche inferiore, tipo quattro. L’Asl, col direttore generale Gennaro Sosto, già dal lockdown, sventola il problema logistico come motivo che induce tanti medici a non accettare incarichi in penisola. Eppure, può apparire un alibi dovuto alla mancanza di orizzonti per una nuova fase costruttiva, sinergica e fruttuosa dei reparti di Sorrento e Vico Equense.

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