Ercolano. Ciro Buonajuto è il sindaco di una città sconvolta da una storia dai contorni assurdi e agghiaccianti: «Non ci sono parole per esprimere il mio sgomento e il mio dolore – premette a distanza di qualche ora dalla tragedia di San Vito -. Il primo pensiero, come sindaco e come padre, va alle famiglie delle due giovani vittime»

Il duplice omicidio di via Marsiglia è arrivato al termine di una lunga serie di campanelli d’allarme legati a rapine e furti in casa. Cos’è stato fatto per tamponare l’emergenza sicurezza?

È una tragedia senza giustificazioni. Anche se è frutto del disagio o di una particolare condizione di paura, non possiamo giustificare l ’esplosione di colpi di pistola mortali all’indirizzo di due ragazzi. Oggi facciamo i conti con un momento di dolore che coinvolge tutti, nessuno escluso.

In varie occasioni, insieme al collega di Portici, avete chiesto al prefetto di Napoli di aumentare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Inutilmente, fino a oggi. I sindaci sono lasciati soli a combattere la microcriminalità?

Le forze dell’ordine fanno la loro parte e a Ercolano svolgono un lavoro straordinario. Una maggiore presenza può essere utile, ma non può rappresentare un alibi. Questa tragedia non può essere certamente collegata alla mancanza di controlli.

Il quartiere San Vito è una zona di serie B di Ercolano. Senza fogne, senza pubblica illuminazione, senza sicurezza. Perché?

Non è una zona di serie B. A San Vito in questi anni abbiamo asfaltato tutte le strade, abbiamo riqualificato tutta la pubblica illuminazione, trasferiremo gli uffici comunali e stiamo lavorando alla realizzazione dell’impianto fognario insieme alla società concessionaria. In ultimo, tra qualche giorno andremo in consiglio comunale per completare la procedura amministrativa che ci consentirà di realizzare una piazza e un parco all’altezza della Chiesa. Certo le cose da fare sono ancora tante, ma stiamo lavorando.

In passato Ercolano è stata capace di liberarsi del marchio di città di camorra, ma evidentemente non basta. Cosa si può fare?

La camorra è stata sconfitta grazie al coraggio di commercianti e cittadini. Ci metteremo alle spalle anche questo difficile periodo. Lo possiamo fare solo continuando a credere nella cultura della legalità e combattendo il disagio, che con la pandemia si è acuito ancora di più.

Perché la città degli Scavi e del Vesuvio balza puntualmente agli «onori » delle cronache nazionali per episodi del genere? Cosa deve cambiare?

Questo è vero in parte. Le bellezze del nostro territorio sono apprezzate in tutto il mondo. Basti pensare alla straordinaria eco che ricevono le notizie delle scoperte archeologiche, oppure alla magnificenza del Vesuvio. Tutti dobbiamo sentirci attori protagonisti del cambiamento e della crescita.

L’assassino era stato recentemente vittima di un furto. Quanto pesa la linea giustizialista di qualche partito politico?

Non cediamo alla tentazione di giustificare un gesto folle: sparare a due ragazzi che erano all’interno di un’auto non può trovare alcuna scusante. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani che sparare non rende mai giustizia.

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