Lacrime,cori e maglia in cielo, il Boca ricorda Maradona

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Lacrime,cori e maglia in cielo, il Boca ricorda Maradona

Per chi c’era è stato impossibile non piangere o non emozionarsi. Ieri sera alla ‘Bombonera’ si sono sfidate il Boca Juniors, la squadra di cui Diego Armando Maradona era tifoso fin da bambino e di cui poi è stato simbolo da giocatore, e Gimnasia La Plata, il club che ha allenato prima di operarsi al cervello e poi finire i suoi giorni. Ma ieri sarebbe stato anche il 61/o compleanno del ‘Pibe de Oro’ e, come sta avvenendo in tutti gli stadi d’Argentina, è stata l’occasione di celebrare il mito di un fuoriclasse che non sarà mai dimenticato. Così l’immagine di Diego in maglia Boca è stata messa al centro del campo prima del calcio d’inizio, mentre i giocatori delle due squadre sono entrati in campo indossando una maglietta con l’immagine del suo volto. La figlia Dalma ha ricevuto in dono una maglia del Boca incorniciata con il numero 10 (e come poteva essere diversamente?) e il cognome che anche lei porta. Non è riuscita a trattenere le lacrime, poi ha lasciato il terreno di gioco ed è andata a mettersi nel palco dove tante volte ha seguito le partite del Boca insieme al padre, e dove questa volta c’era la sorella Giannina. Al 10′ del primo tempo, quando l’arbitro ha sospeso la partita, la Bombonera è stata scossa fin dalle fondamenta per le grida e gli applausi ininterrotti per Diego. Bandiere, cori, striscioni, è stato un tripudio, mentre in cielo, trascinata da palloncini blu e gialli, è volata una maglia numero 10 e con ‘Maradona’, questa volta del Boca e non della nazionale argentina come negli altri stadi del paese. Tutto ciò mentre Dalma, ma non solo lei, piangeva a dirotto. Alla fine il Boca ha perso, per 1-0, ma anche se la sconfitta fa male quasi nessuno ci ha fatto caso. I pensieri erano tutti per Maradona, compresi quelli della ‘Pulce’ Rodriguez, che dopo aver trasformato il rigore decisivo per il Gimnasia ha baciato la patch che aveva sulla maglia con l’immagine di colui che l’anno scorso era il suo allenatore. “Diego eterno” c’era scritto su uno striscione che a fine partita era ancora lì, e nessuno vorrà levarlo.

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