Gli usurai di Torre del Greco incastrati dall’ultimo verbale del boss pentito

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Gli usurai di Torre del Greco incastrati dall’ultimo verbale del boss pentito

C’è anche l’affare usura al centro dell’ultimo verbale firmato, appena un mese fa, dal super pentito di Torre del Greco, Isidoro Di Gioia. Il rampollo della camorra vesuviana, collaboratore di giustizia da oltre 10 anni, è stato ascoltato nell’ambito dell’inchiesta aperta dai pm sul mistero dei soldi sequestrati – a settembre – ad un insospettabile netturbino residente a Ercolano. Oltre 350.000 euro che l’operatore ecologico avrebbe occultato per conto di due indagati: Giuseppe Spacone – dirigente di una ditta di raccolta di rifiuti – e di Vincenzo Izzo, imprenditore di Torre del Greco titolare della pescheria “Don do”. Di Gioia è stato ascoltato il 29 settembre scorso dal pubblico ministero Maria Di Mauro per chiarire alcuni aspetti della vicenda e soprattutto per fornire indicazioni sulla figura di Izzo (già imputato nel processo per voto di scambio alle ultime elezioni comunali del 2018). Di Gioia ha parlato delle amicizie pericolose dell’imprenditore e dei presunti rapporti tra Izzo e Ciro Vaccaro (già condannato a 10 anni di carcere, in primo grado, per concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso).

Il super pentito

E tra le pieghe di quel verbale, il pentito ha però parlato anche dell’usura, riferendosi ad altri soggetti non coinvolti però in questa inchiesta. Persone che – dice Di Gioia – sono «dedite all’usura»  o che avrebbero consegnato soldi a personaggi vicini alla camorra che a loro volta li investivano nell’affare dei prestiti a strozzo. Un giro vertiginoso di quattrini che potrebbe rappresentare uno spunto investigativo importante per i pm.

La piaga dell’usura

Tra l’altro la piaga dell’usura è da qualche anno una delle principali emergenze che attanagliano la città di Torre del Greco. Lo dimostrano le numerose inchieste e i processi che hanno fatto luce sul fenomeno in città. A luglio dello scorso anno, un’indagine avviata dalla Procura di Torre Annunziata ha portato all’arresto e alla condanna di alcuni usurai che erano arrivati a massacrare di botte le vittime per farsi pagare gli interessi sui prestiti. E la scorsa settimana, un’altra indagine nata dalle denunce di una fornaia, è sfociata nell’arresto di undici indagati. Un fenomeno cresciuto a dismisura, secondo i dati del Viminale, anche a causa della pandemia che ha spinto nelle braccia degli strozzini centinaia di imprenditori.

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