Il massacro di Ercolano, la follia del camionista nei racconti dei vicini: «Palumbo minacciò col fucile alcuni ciclisti»

Ciro Formisano,  

Il massacro di Ercolano, la follia del camionista nei racconti dei vicini: «Palumbo minacciò col fucile alcuni ciclisti»

Era un «tipo poco socievole» con una «personalità incline al litigio». Al punto che qualche tempo prima del massacro di via Marsiglia sarebbe persino arrivato a minacciare, armato di fucile, un gruppo di ciclisti che avevano «osato» passare a pochi passi dalla sua abitazione. E’ il ritratto di Vincenzo Palumbo che viene fuori dai racconti di chi lo ha conosciuto. Parole inserite nel fascicolo d’indagine che ha portato all’arresto del camionista di Ercolano con l’accusa di duplice omicidio volontario. I carabinieri, infatti, hanno ascoltato anche alcuni cittadini della zona nella quale risiede il cinquantatreenne per tracciare un profilo del sospettato. Dichiarazioni dalle quali emergerebbe il carattere irascibile di Palumbo, ossessionato dalla presenza di soggetti estranei nei pressi della sua abitazione. Un testimone ha addirittura raccontato che due mesi fa il sospettato avrebbe avuto una discussione con alcuni impiegati dell’Enel ai quali voleva impedire di avvicinarsi alla sua zona, anche solo per ripristinare alcuni fili della luce danneggiati. Ma l’episodio più inquietante lo racconta un altro testimone che parla delle presunte minacce a mano armata di cui Vincenzo Palumbo si sarebbe reso protagonista ai danni di un gruppo di ciclisti. Il camionista di Ercolano – dice il testimone – avrebbe impugnato uno dei suoi fucili da caccia costringendo gli sportivi a non transitare nei pressi della sua abitazione. Una vicenda della quale il testimone ascoltato dai pm dice di aver avuto conoscenza dai racconti degli stessi ciclisti minacciati da Palumbo.

CRONACA