Rischio camorra, sos al prefetto per difendere le strutture turistiche: «Indagare sui cambi di proprietà»

Salvatore Dare,  

Rischio camorra, sos al prefetto per difendere le strutture turistiche: «Indagare sui cambi di proprietà»

Potenziare i controlli nel tessuto sociale ed economico della penisola sorrentina per tutelare il turismo e scongiurare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore ricettivo. Già la scorsa estate, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, a margine della cerimonia in cui gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Meta, lanciò l’allarme e si disse disponibile ad aiutare l’imprenditoria locale nelle denunce e nelle attività di prevenzione. Fu un intervento che stimolò alcune realtà turistiche a chiedere alla Prefettura di Napoli di intervenire e attivarsi ufficialmente. A riproporre il tema, come qualche mese fa, è sempre Atex, l’associazione turismo extralbeghiero che alla luce della nomina del nuovo prefetto di Napoli, Claudio Palomba, sottolinea nuovamente la necessità di istituzionalizzare l’argomento. «La nostra associazione Atex ha immediatamente rivolto un messaggio augurale al neo prefetto chiedendo un incontro per presentarci, per dare la massima collaborazione e per affrontare alcune priorità – sottolineano in un documento Sergio Fedele, presidente Atex Campania; Graziano d’Esposito, presidente Atex Isola di Capri; Pietro Cannavacciuolo, presidente Atex Meta; Bernardo Amodio, presidente Atex Napoli – Abbiamo molto apprezzato le parole del Prefetto sulla volontà di coinvolgere le associazioni. Noi siamo qui. Inoltre è molto importante che il prefetto Palomba abbia sottolineato la priorità di intervenire sul fenomeno dei passaggi di proprietà di alberghi che spesso finiscono in mani poco lusinghiere. Il dottor Palomba si è imbattuto in questo problema quando era Prefetto di Rimini e evidenzia che ogni contratto va visto e revisionato alla luce della normativa Antimafia. Giustissimo. Evidenzieremo al Prefetto di allargare tali verifiche anche sulla vendita e sul passaggio di gestione delle strutture extralberghiere». Non finisce qui: «Inoltre – concludono i vertici dell’associazione extralberghiera – chiederemo un rafforzamento di tali controlli nelle zone a turismo prevalente (penisola sorrentina, Capri, Ischia) dove gli appetiti delle forze collegate alla criminalità sono più aggressivi». Cafiero De Raho, da “sorrentino d’adozione”, quest’estate fu alquanto perentorio nell’evidenziare anche l’urgenza di cambiare l’atteggiamento, pure nelle amministrazioni pubbliche. Spesso si crede che in penisola sorrentina la camorra non esista, perché non ci sono agguati, intimidazioni esplosive per il racket o spargimenti di sangue. Ma nei fatti, come sottolineano indagini e 007, i clan preferiscono agire nel silenzio, a iniziare dall’affare riciclaggio e droga.

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