Parcheggio abusivo a Torre Annunziata, 3 indagati: c’è anche Ariano. Trema la politica

Giovanna Salvati,  

Parcheggio abusivo a Torre Annunziata, 3 indagati: c’è anche Ariano. Trema la politica

Un nuovo scandalo giudiziario si abbatte sul Comune di Torre Annunziata. E stavolta nel mirino rischia di finire anche la politica «colpevole» di aver approvato in consiglio comunale una variante urbanistica «illegittima» per la costruzione di un parcheggio privato in Corso Umberto I. Almeno è quanto sostiene il Procuratore Nunzio Fragliasso che ieri ha annunciato il sequestro preventivo dell’area sita a pochi passi dal tribunale di Torre Annunziata e la contestuale notifica di tre avvisi di garanzia. Uno di questi è stato recapitato a Nunzio Ariano, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale condannato a 6 anni per induzione indebita, in primo grado, e ritenuto la figura chiave dello scandalo Tangentopoli. Indagati anche l’architetto Antonio Visone e il proprietario dell’area, Catello Pinto. Il decreto di sequestro, eseguito giovedì da polizia e carabinieri, è l’ultimo tassello di un’articolata indagine. Quell’area, infatti, tra il 2014 e il 2015 è stata oggetto di una serie di lavori e trasformazioni tra cui la demolizione di agrumeti, vigneti e limoneti e il livellamento del terreno. Il tutto, sostiene la Procura, per trasformare il campo di coltivazione in un vero e proprio parcheggio. Interventi non autorizzati, come dimostra la condanna per abusivismo incassata dal proprietario nel 2018. Quell’area, infatti, era destinata a zona verde. Durante il processo Pinto ha però chiesto una variante urbanistica che il consiglio comunale ha approvato il primo aprile del 2019. Dopo il via libera alla variante il 4 dicembre del 2019 è stato anche rilasciato il permesso a costruire. E su variante e permesso si sono concentrate le indagini della Procura. Per gli inquirenti – come scrive in una nota Nunzio Fragliasso – si tratta di atti «del tutto illegittimi». Per i magistrati, infatti, sono documenti adottati in violazione del Piano Territoriale Paesistico. Secondo le norme, infatti, la variante sarebbe stata legittima solo se si fosse realizzato un parcheggio pubblico per «rispettare gli standard urbanistici» e non un parcheggio privato, come poi emerso dalle indagini. Fragliasso, nella sua nota, parla di «speculazione» elencando tutte le falle nelle procedure amministrative emerse dalle indagini. La variante, infatti, non sarebbe stata preceduta dal rilascio del parare della Soprintendenza, da quello del Genio Civile della Regione Campania e non è stata sottoposta alla valutazione ambientale strategica. Atti fondamentali che non sono stati trovati nel fascicolo. Ma nonostante ciò Ariano avrebbe comunque attestato la presenza di quei pareri. Un elemento sufficiente per far scattare a suo carico l’accusa di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. E’ accusato di falso, invece, Visone, il progettista che ha firmato la relazione tecnica «omettendo di rappresentare l’esistenza di un manufatto e di un’area pavimentata, opere abusive – scrive la Procura – la cui corretta rappresentazione avrebbe comportato il mancato rilascio del titolo abitativo». Uno scandalo che tira in ballo anche la politica che ha approvato quella variante.

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