Castellammare. Beni confiscati: il Comune dimentica il bando regionale

Tiziano Valle,  

Castellammare. Beni confiscati: il Comune dimentica il bando regionale

La mancata partecipazione del Comune di Castellammare al bando regionale per i beni confiscati rischia di provocare un terremoto nella giunta del sindaco Gaetano Cimmino. È lo stesso primo cittadino ad aver chiesto chiarimenti urgenti ad Amedeo Di Nardo (delega al Patrimonio), Antonio Cimmino (Lavori Pubblici) e Fulvio Cali (Urbanistica), rispetto alla mancata presentazione di progetti da candidare a finanziamento.Per comprendere bene la questione bisogna fare un passo indietro. Lo scorso agosto la giunta comunale approva una delibera che stabilisce il riutilizzo di alcuni beni confiscati e i relativi progetti da realizzare. Tra questi figura un internet point sociale in un locale confiscato alla camorra in via Plinio e una struttura per bambini a rischio in un appartamento appartenuto a un affiliato al clan D’Alessandro nel centro antico.Quella delibera doveva servire per dare il via libera agli uffici a presentare progetti al bando regionale che metteva a disposizione dei Comuni fino a 200mila euro per ogni singolo progetto.

Alla scadenza del bando, lo scorso 30 agosto, però il Comune di Castellammare non s’è nemmeno candidato a intercettare quei fondi.Una grave dimenticanza che avrebbe mandato su tutte le furie il sindaco Gaetano Cimmino, che avrebbe preteso chiarimenti dai suoi assessori rispetto a quello che è ritenuto un pesante danno d’immagine, soprattutto in un momento in cui c’è la commissione d’accesso al Comune.Il primo a finire sul banco degli imputati è l’assessore Amedeo Di Nardo, che ha la delega al Patrimonio ed è già accusato da parte della maggioranza di aver affossato il Piano Urbano di Mobilità sul quale l’amministrazione aveva investito nei primi due anni e mezzo di mandato. Sott’accusa anche gli assessori Antonio Cimmino e Fulvio Cali, che avrebbero dovuto interessarsi assieme a Di Nardo di garantire progetti candidabili al finanziamento della Regione. La grave dimenticanza costringerà il Comune a investire risorse proprie per realizzare i progetti e su questo fronte, non a caso, nei giorni scorsi il sindaco ha avuto un incontro con il Prefetto di Napoli.

Sul tavolo l’amministrazione ha garantito anche l’impegno a trasformare i locali che hanno ospitato l’ex discoteca Plan B in una sede distaccata del Tribunale di Torre Annunziata.Una pezza che tuttavia non basta a nascondere le lacune di una giunta politica che sta rischiando di arenare il lavoro svolto dalla precedente squadra di governo formata dai tecnici. Un segnale dell’insoddisfazione del sindaco è già arrivato con la nomina in giunta della professoressa Diana Carosella, preferita rispetto alle possibili indicazioni politiche. La clamorosa gaffes sui beni confiscati adesso potrebbe spingere il sindaco ad aprire una discussione in maggioranza sull’attuale squadra di governo. Una verifica politica sotto l’albero destinata a provocare un vero e proprio terremoto in giunta.

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