Castellammare, neonato ucciso dalla bronchiolite: salma sequestrata, c’è l’inchiesta

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Castellammare, neonato ucciso dalla bronchiolite: salma sequestrata, c’è l’inchiesta

Castellammare. Hanno provato a salvarlo rianimandolo per quasi un’ora. Ma, ieri pomeriggio, la morte ha bussato nel reparto di pediatria dell’ospedale San Leonardo di Castellammare portandosi via un neonato di 5 mesi. Aveva contratto il virus respiratorio sinciziale, una patologia che ha già portato, in queste settimane, a un boom di ricoveri nell’ospedale stabiese ma anche negli altri nosocomi campani. Negli ultimi due giorni le condizioni del piccolo erano peggiorate. I medici, infatti, stavano disponendo il trasferimento all’ospedale Santobono di Napoli, la struttura di eccellenza per le patologie che coinvolgono i più piccoli. Ma non hanno fatto in tempo. Quando la situazione è peggiorata, è scattato un protocollo d’emergenza. Medici e personale specializzato hanno provato per quasi sessanta minuti a rianimare il neonato. Movimenti delicati sul corpicino sofferente, l’aiuto dell’ossigeno per tornare a dare respiro. Sono stati attimi terribili e concitati quelli vissuti all’interno del reparto di pediatria. La famiglia, originaria di Pimonte, aveva portato il piccolo al San Leonardo appena accortasi del respiro corto e dei probabili sintomi del virus sinciziale. Già da due giorni il neonato era ricoverato nel reparto diretto dal dottor Tarallo. Insieme a lui altri bimbi che, in questo periodo, stavano facendo i conti con i sintomi del virus. Quando, dopo manovre durate per più di un’ora, i medici si sono arresi constatando che non ci fosse più nulla da fare, scene di dolore si sono vissute nelle corsie dell’ospedale stabiese. Medici e personale infermieristico in lacrime, distrutti per una vita volata via senza un perché. La salma del piccolo è stata posta sotto sequestro su disposizione della procura di Torre Annunziata. Anche perché si tratta del primo decesso a causa del virus dei neonati in Campania. Un atto dovuto perché è necessario, ora, stabilire con precisione tutto quello che è successo e le modalità con cui il piccolo è stato curato. L’indagine dei pm dovrà accertare le cause del decesso del neonato e comprenderne esiti e complicazioni. Distrutta dal dolore la famiglia del piccolo. Alcuni parenti hanno affidato ai social messaggi struggenti, carichi di dolore: “Sei stato il mio amore, ora sei un angioletto. Hai lottato tanto ma purtroppo non ce l’hai fatta. Ti amo piccolo mio grande amore” le parole di una parente affidate a facebook. Di virus sinciziale si sta parlando da quando una star dei social, il cantante Fedez, ha pubblicato la notizia che la sua secondogenita ne fosse affetta. Situazione che ha fatto muovere anche i medici che hanno provato a spiegare di cosa si trattasse. Anzitutto non un nuovo virus e neanche collegato al Covid. Una patologia respiratoria che c’è sempre stata ed è causa di epidemie annuali del periodo invernale. “Oggi il 50% degli accessi in pronto soccorso e delle visite pediatriche è per problemi respiratori, tra cui la bronchiolite” le parole del primario del pronto soccorso del Santobono. Mentre negli adulti e nei bambini più grandi si manifesta con un semplice raffreddore, nei lattantini e nei neonati può dare sintomi respiratori rilevanti.

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