Torre del Greco, prime ombre sul «Natale da favola»: spunta il bando «mascherato»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, prime ombre sul «Natale da favola»: spunta il bando «mascherato»

Torre del Greco. Un vero e proprio bando «mascherato» da manifestazione di interesse. Alla vigilia della scadenza dei termini fissati dall’avviso pubblico promosso dall’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba – le ore 10 del prossimo 11 novembre – spuntano le prime ombre sul «Natale da favola» in programma all’ombra del Vesuvio.

A sollevare dubbi sulla legittimità della procedura adottata dall’ente di palazzo Baronale sono i due esponenti dell’opposizione Vincenzo Salerno e Luigi Caldarola: in una nota inviata al presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio e al segretario generale Pasquale Incarnato, infatti, il pentastellato di palazzo Baronale e l’ex dissidente della maggioranza sottolineano come «l’avviso pubblico per manifestazione d’interesse per la ricerca di soggetti interessati a organizzare eventi da inserire nel palinsesto Natale da favola non appare come un invito esplorativo, ma come una sorta di bando informale per ricevere direttamente offerte».

Non a caso, il «bando mascherato» divide l’iniziativa in tre differenti lotti e assegna a ogni lotto l’importo massimo finanziabile dal Comune per i singoli progetti. In particolare, trentamila euro per un minimo di 13 serate di spettacoli e concerti in strada o all’interno delle parrocchie cittadine; trentamila euro per un minimo di 5 serate di animazione e artisti da strada lungo le principali vie dello shopping all’ombra del Vesuvio; diecimila euro per proiezioni e video mapping in due siti del centro cittadino e della periferia dal giorno dell’Immacolata e fino al 31 dicembre.

«Si chiede di comprendere – l’interrogativo girato dai due consiglieri comunali di minoranza al capo dell’assise e al garante dell’anti-corruzione a palazzo Baronale – se non fosse necessario, così come previsto dalla normativa vigente, preventiva determinazione dirigenziale contenente l’impegno di spesa, l’indicazione del Rup e l’approvazione dell’avviso stesso». Insomma, la procedura adottata dal Comune – come, d’altronde, già accaduto in varie occasioni durante la prima metà del mandato di Giovanni Palomba – non risponderebbe ai necessari requisiti di legittimità. «Qualora fossero confermate le nostre valutazioni – concludono Vincenzo Salerno e Luigi Caldarola – si richiede l’annullamento dell’avviso pubblico perché viziato nella forma».

A Natale mancano 45 giorni, ma le «luci» già si sono accese sull’operato di sindaco & company.

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