Flop piano sociale a Torre del Greco: allarme ignorato per 8 mesi. E Salerno «punge» Raia e il Pd

Alberto Dortucci,  

Flop piano sociale a Torre del Greco: allarme ignorato per 8 mesi. E Salerno «punge» Raia e il Pd
Giovanni Palomba, Loredana Raia e Vincenzo Salerno

Torre del Greco. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba era stata tempestivamente avvisata dei ritardi relativi alla presentazione della seconda annualità del piano sociale di zona, ma le segnalazioni arrivate dagli «addetti ai lavori» del settore welfare sono state ignorate per otto mesi. Fino a trascinare l’ente di palazzo Baronale al rischio di commissariamento dell’ufficio di piano dell’ambito sociale. è il retroscena, per certi versi agghiacciante viste le eventuali e drammatiche conseguenze per le fasce deboli del territorio, emerso dal fitto carteggio intercorso tra gli esperti in forza all’ufficio politiche sociali e i vari dirigenti – prima l’ex vicecomandante dei vigili urbani Andrea Formisano e poi la geologa Claudia Sacco – voluti da Giovanni Palomba alla guida di un settore-chiave del Municipio.

L’allarme a giugno

Per toccare con mano l’approssimazione con cui è stata gestita la vicenda, bisogna fare un passo indietro fino a inizio giugno. Quando gli amministrativi 7 amministrativi inizialmente esclusi dalle proroghe dei contratti decisi dall’amministrazione comunale scrissero al prefetto Marco Valentini per ottenere giustizia. E all’interno della missiva – indirizzata per conoscenza al sindaco, all’assessore in carica all’epoca Maria Pirozzi e al dirigente Andrea Formisano – i lavoratori a rischio taglio evidenziarono come «abbiamo continuato a lavorare e a evidenziare scadenze di programmazione su cui necessitavamo di indirizzo, non ultima la presentazione del piano sociale di zona». E se il messaggio non fosse stato sufficientemente chiaro o adeguatamente «recepito» dai destinatari, l’allarme fu lanciato nuovamente a metà agosto all’indomani dello sbarco della «super-dirigente» Claudia Sacco alla guida delle politiche sociali. Dettagliatamente relazionata su tutte le attività «ordinarie» e «straordinarie» dell’ufficio, compresa la presentazione del piano sociale di zona. Un elenco – già stilato a fine marzo e a inizio maggio al dirigente Andrea Formisano – risultato, alla fine, inutile. Perché, alla scadenza del termine ultimo per la presentazione della programmazione dei servizi destinati alle fasce deboli, il Comune è rimasto inadempiente. Mettendo così a rischio l’assistenza ai soggetti fragili del territorio, in primis anziani e disabili. Non a caso, a partire dall’inizio del mese di novembre è scattata la disperata corsa per presentare il piano sociale di zona e provare a scongiurare il rischio di commissariamento dell’ufficio di piano dell’ambito sociale.

Le polemiche politiche

Al netto del risultato finale, restano le ennesime «difficoltà organizzative» palesate dalla carovana del buongoverno. Contro cui punta l’indice l’opposizione di palazzo Baronale: «L’anno volge al termine e i servizi sociali sono fermi al palo – attacca Vincenzo Salerno, capogruppo del M5S -. L’assistenza alle persone fragili, alle famiglie in difficoltà e ai nostri bambini dovrebbe essere la priorità indiscussa. Invece su 60 sessanta schede di interventi programmati a mala pena una decina sono stati erogati. Preoccupa poi il forte ritardo nel programmare la prossima annualità: la stragrande maggioranza dei servizi erogabili trova sussistenza in finanziamenti regionali, ma è necessario presentare e approvare il piano sociale di zona il cui termine di scadenza era fissato per il 15 luglio». Una serie di imbarazzanti défaillances capace di convincere il pentastellato del Comune a richiamare all’ordine gli «illustri politici» di Torre del Greco: «A tutela dei diritti dei cittadini, la Regione Campania dovrebbe certificare l’incapacità amministrativa dell’ente e commissariare ad acta il settore per garantire i servizi essenziali ai bisognosi – prosegue Vincenzo Salerno -. In questo scenario è evidente quanto sia decisivo, in un senso o nell’altro, avere in Loredana Raia il vice presidente del consiglio regionale e una voce di grande considerazione a palazzo Santa Lucia. Sempre che queste criticità non fossero un’altra occasione per dimostrare la sua vicinanza al sindaco Giovanni Palomba e ai centri di interesse politico che determinano le dinamiche sociali in città, in barba alla ventilata posizione di contrasto del “suo” Pd».

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