Pompei, apre Grand’eté: salvati dal baratro 61 lavoratori

Salvatore Piro,  

Pompei, apre Grand’eté: salvati dal baratro 61 lavoratori

Si parte con l’inaugurazione in via Ponte Nuovo del megamarket alimentare “Grand’etè” da 6 milioni di euro di investimenti, il reintegro di 61 dipendenti su 103 licenziati dopo 30 anni di lavoro. Si chiude però con la beffa: il Comune ordina subito di «cessare ogni attività» di vendita, perché mancherebbero le autorizzazioni. A pagare, per tutti sono 61 famiglie di Pompei. Una giornata partita in maniera trionfale, con conferenza stampa e taglio del nastro, poi l’epilogo beffa. Tutto succede nel giro di tre ore, dalle 10 alle 13.20, quando dal Suap del Comune parte un ordine – firmato dal dirigente Gianluca Fimiani – rivolto al Comando della polizia locale per eseguire «l’annullamento della pratica di subingresso» dello scorso 9 novembre. Una pratica che, fino a ieri, legittimava l’amministratore della società Ci.Bo. Srl, Domenico Raimondo, a inaugurare in via Ponte Nuovo l’apertura del 50% dei locali commerciali (1700 mq) dismessi nel 2019 dal gruppo francese Auchan, acquisiti poi dal colosso italiano della Gdo Conad-Margherita per poi essere ceduti alla premiata ditta Cibo Srl-Etè Maxistore (Gruppo VeGè). Fino a ieri sera i caschi bianchi non hanno ancora eseguito l’ordine partito dal Suap. Probabilmente accadrà oggi: è una doccia fredda. «Una pugnalata alle spalle inferta a 61 famiglie» fanno sapere nel frattempo fonti vicine alla nuova proprietà, che ieri sera ha diretto un vertice in azienda con i lavoratori. La riunione è servita per mettere ordine, informare i dipendenti. Tutto  per un cavillo burocratico scritto nell’articolo 145 della legge regionale 7/2020: il Testo Unico del Commercio. Dal Comune sottolineano come «l’attività di vendita (facente capo all’ex Auchan ndr) risulta interrotta dall’11 giugno 2020 (quando Margherita Distribuzione segnalò all’Ufficio Edilizia l’avvio dei lavori per frazionare gli ambienti di vendita) quindi ormai da più di un anno». Secondo il nuovo Testo del Commercio «il titolo amministrativo per l’apertura di un esercizio commerciale è revocato se il titolare sospende l’attività per un periodo superiore a un anno». Dopo la minaccia di chiusura, la nuova proprietà ha reagito: «L’attività è cessata il 30 dicembre 2020, l’anno, quindi, non è trascorso. Abbiamo atti e documenti in regola, spedendo la documentazione necessaria, tramite Pec, al Comune di Pompei. E’ ovvio che, se dovesse essere confermata la nostra buona fede, chi ci ha già procurato un così grave danno d’immagine dovrà risponderne nelle sedi opportune». Prima dell’epilogo beffa, il neo amministratore Domenico Raimondo aveva sottolineato: «Abbiamo riassorbito 61 dipendenti, gli esuberi sono 27». La quota degli esuberi, nei prossimi giorni, scenderà a 24, perché 3 ex lavoratori hanno deciso di accettare gli incentivi all’esodo volontario». L’obiettivo di Raimondo è quello di ricollocare «tutti gli esuberi» entro febbraio 2021, quando, insieme a Margherita Distribuzione, il gruppo Cibo-Etè guiderà la trattativa per la cessione di altri due locali commerciali a nuovi imprenditori.

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