Castellammare. Ucciso a 5 mesi dalla bronchiolite: undici medici indagati

Tiziano Valle,  

Castellammare. Ucciso a 5 mesi dalla bronchiolite: undici medici indagati

Undici medici iscritti nel registro degli indagati per la morte di Giuseppe Iovine, il neonato di 5 mesi, affetto dal virus respiratorio sinciziale. Arriva ad una svolta l’inchiesta sul decesso del piccolo originario di Pimonte, avvenuto l’8 novembre scorso al San Leonardo di Castellammare di Stabia. Quattro sono i camici bianchi dell’ospedale Santobono di Napoli dove la famiglia, il 5 novembre, aveva portato Giuseppe per una visita in ambulatorio. In quell’occasione, secondo quanto dichiarato dai vertici dell’ospedale pediatrico napoletano, le condizioni del piccolo non erano tali da determinare un ricovero immediato. Sei invece sono i medici del San Leonardo che il 6 novembre presero in cura il bimbo disponendo il ricovero in pediatria.

Le sue condizioni, però, tra domenica e lunedì peggiorarono in maniera evidente. Lunedì mattina, infatti, fu necessario un intervento urgente di rianimazione che impegnò l’equipe del San Leonardo per oltre un’ora. Alle 11,30, a causa di una gravissima crisi respiratoria, il cuore di Giuseppe smise di battere. L’undicesimo indagato è il pediatra di famiglia che seguiva il decorso del bimbo e che, secondo quanto sta appurando l’indagine, consigliò alla famiglia di recarsi in ospedale. Lunedì saranno conferiti gli incarichi agli esperti della Procura che effettueranno l’autopsia che, presumibilmente, dovrebbe essere svolta martedì.

In quella sede anche i medici indagati potranno nominare dei loro consulenti di parte chiamati ad assistere all’esame autoptico e a svolgere le perizie di parte. L’inchiesta è nelle mani del pm Marianna Ricci che punta a chiarire un aspetto decisivo: è stato fatto davvero tutto per salvare il piccolo colpito dal virus? Al Santobono, nella prima visita del 5 novembre, la situazione era tale da non necessitare di un ricovero? E, soprattutto, perché al San Leonardo, come denuncia la famiglia che viene assistita dall’avvocato Andrea Somma, si è aspettato fino al lunedì prima di decidere per l’urgente trasferimento al Santobono di Napoli? Dubbi che saranno sciolti dall’autopsia e dagli interrogatori dei medici indagati.

Intanto, però, l’incubo della diffusione del virus sinciziale continua a tenere con il fiato sospeso le famiglie dell’area stabiese. In queste ore, un po’ per il diffondersi della patologia, un po’ forse anche per la fobia e la preoccupazione, sono aumentati gli accessi di bimbi piccoli al San Leonardo con sintomi influenzali e presunte diagnosi di virus sinciziale. Altri 5 neonati sono in isolamento e le loro condizioni vengono monitorare con attenzione. Intanto nella serata di giovedì un altro neonato di sei mesi è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santobono per l’aggravarsi delle sue condizioni. Non si tratta di un virus nuovo, visto che negli anni questa patologia ha spesso colpito i neonati. Ciò che preoccupa i medici è che di solito gli episodi si presentavano verso dicembre e gennaio. Ora, a causa dell’isolamento dovuto alle restrizioni del Covid, i neonati hanno anche un abbassamento di difese immunitarie che alimenta la diffusione del virus sinciziale.

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