Discarica sul Faito, denuncia choc del Wwf: «Così volevano seppellire i rifiuti»

Salvatore Dare,  

Discarica sul Faito, denuncia choc del Wwf: «Così volevano seppellire i rifiuti»

C’è un retroscena sul sequestro della “discarica della vergogna” del monte Faito. Secondo le denunce del Wwf Terre del Tirreno, quell’area – dove il Comune di Vico Equense “temporaneamente” ammassò rifiuti e pietrame della frana dell’inverno 2017 – risultava bonificata. E invece, a quattro anni di distanza, anche grazie a carotaggi dell’Arpac, emerge che perdura la presenza di materiale di risulta, tubi, stracci e frammenti (si teme si tratti pure di amianto). Siamo nel cuore del Faito, la montagna del parco regionale dei Monti Lattari per metà della Regione Campania e per metà della Città metropolitana di Napoli. In questa zona, adiacente al campo sportivo, erano previsti interventi per realizzare un’area picnic. Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Sorrento a seguito dei sondaggi effettuati dall’Arpac che hanno accertato la presenza di rifiuti speciali. L’ente parco dei Lattari è stato nominato custode giudiziario dell’area. Nei fatti si pensava – come già discusso in sede di conferenza di servizi – di stendere i rifiuti sul sito e pareggiare la superficie ricoprendola di terreno per poi installare staccionate e tavolini. «Il Wwf, assieme ad altre associazioni, denunciò da subito quella che apparve una vera e propria discarica a cielo aperto nel parco, con la presenza, assieme alle pietre, di cumuli di materiale da risulta e rifiuti pericolosi come l’amianto – dice Claudio d’Esposito, leader ambientalista – Nel frattempo, tra incontri, conferenze e scambi di corrispondenze tra enti, la discarica è rimasta lì, per anni, in bella mostra di turisti ed escursionisti. Per tale motivo una rappresentanza del Wwf Terre del Tirreno e dei Vas, assieme ad alcuni abitanti del Faito, nel luglio 2019 era tornata sulla montagna, per protestare contro quella che fu definita la discarica della vergogna e denunciare gli sversamenti fuorilegge. Solo nel dicembre 2020, a seguito di un ennesimo esposto, di un’interrogazione parlamentare del deputato Carmen Di Lauro del movimento 5 Stelle e dell’interessamento diretto del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, un sopralluogo dei tecnici dell’Arpac accerterà la presenza di rifiuti speciali e pericolosi nel sito». Lo scorso marzo, il Comune di Vico Equense ha incaricato un’azienda per la rimozione in somma urgenza dei rifiuti e, a maggio, ne aveva comunicato lo smaltimento. Poi, lo scorso 28 ottobre, la Città Metropolitana di Napoli comunica alla Regione Campania, al Comune, all’ente Parco e ad altri enti «che ha accertato l’avvenuto smaltimento dei rifiuti» col via libera ai lavori di stendimento del materiale e copertura con terreno, per realizzare un’area pic-nic con due tavoli e quattro panche. Ma il Wwf denuncia sia la persistenza nel sito di materiale da risulta sia l’assenza del parere e del nulla osta dell’ente parco. «Il Faito – spiega d’Esposito – è uno dei posti più belli della Campania che andrebbe tutelato e non usato come discarica. Con lo sversamento di tonnellate di pietre, miste a materiali edili da risulta e rifiuti vari, le piante del sottobosco sono state letteralmente sepolte. L’habitat alterato ormai da lungo tempo ha compromesso assieme alla flora, anche la microfauna».

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