Netturbino licenziato a Ottaviano, l’azienda: «Disse al titolare: ti devono arrestare»

Andrea Ripa,  

Netturbino licenziato a Ottaviano, l’azienda: «Disse al titolare: ti devono arrestare»

Netturbino licenziato dopo aver insultato il titolare della ditta. È quanto emerge da una nota che è stata inviata inviata al Comune per giustificare il licenziamento dell’operatore ecologico e che ha scatenato non poche polemiche a Ottaviano. I fatti: circa un mese fa i netturbini hanno inscenato una protesta alle prime luci del mattino. Alle quattro, orario in cui si apre il sito di raccolta rifiuti, i lavoratori della Gpn hanno minacciato di non voler raccogliere i rifiuti per le strade della città. Una decisione che non è stata presa di buon grado dai titolari dell’azienda che gestisce il servizio che hanno prima provato a convincere i lavoratori a fermare la protesta e poi sono stati costretti ad allertare le forze dell’ordine e sul posto sono piombati i carabinieri della stazione di Ottaviano – agli ordini del maresciallo Agostino Giannettino – che hanno così convinto i dipendenti a riprendere il servizio evitando di incappare in una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Ma da quel momento è iniziato lo scontro tra lavoratori e imprenditori. Il 25 ottobre è stata convocata una riunione tra i lavoratori dissidenti, i proprietari della società e i sindacati ma durante quell’incontro il clima è diventato esasperante. Pomo della discordia il mancato versamento – secondo i dipendenti – di alcune somme di denaro nelle buste paga.  A raccontarlo sono gli stessi titolari – Alfano e Salomone – che hanno inviato una missiva al Comune. «In quella occasione il dipendente ha inveito sostenendo frasi assurde  come “ti devono mettere le manette e saldarle”». Accuse che hanno creato non poco imbarazzo e tensione così tanto da avviare un procedimento disciplinare nei confronti dell’uomo che è stato così licenziato. Peraltro – secondo quanto emerge dal documento – non sarebbe nemmeno la prima volta. E così dopo l’ennesimo scontro i titolari hanno deciso di licenziarlo. Una decisione che però non è stata presa bene dal netturbino che è pronto a trascinare la società in tribunale pur di far valere le sue ragioni. Un braccio di ferro che di certo continuerà.  Nel frattempo sulla questione sono stati allertati anche alcuni consiglieri comunali. Nei giorni scorsi le forze di opposizione avevano chiesto un confronto con i rappresentanti sindacali – l’incontro convocato da Michele Saviano, Felice Picariello e Francesco Ciniglio – per discutere e provare a comprendere le motivazioni di un gesto così forte quale può essere il licenziamento di un lavoratore. All’incontro che si sarebbe dovuto tenere ieri, però, i sindacati non si sono presentati. Hanno disertato la seduta. «Siamo perplessi», dicono i consiglieri. «La nostra volontà è capire quello che è successo tra azienda e lavoratore, perché mandare a casa un padre di famiglia in un periodo storico come questo è un gesto non di poco conto. Siamo dispiaciuti di non aver avuto la possibilità di confrontarci con alcun rappresentante. Vorrà dire che chiederemo spiegazioni in consiglio martedì prossimo, perché anche il Comune riteniamo debba farsi sentire».

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