Castellammare. Zero fondi dal Pnrr per il porto stabiese, Cimmino: «C’è una regia occulta»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Zero fondi dal Pnrr per il porto stabiese, Cimmino: «C’è una regia occulta»

«La gestione dei finanziamenti del Recovery per la portualità campana lascia molti dubbi. Castellammare ha perso una grande occasione, ma ci sono problemi anche a Napoli e Salerno». L’esclusione dello scalo stabiese dai fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è una ferita aperta per l’amministrazione comunale. Il sindaco Gaetano Cimmino non nega la delusione «abbiamo perso una grande occasione» e nemmeno che i conti non gli tornino «mi sorprende il fatto che non sia stato tenuto in considerazione il lavoro svolto dall’attuale presidente dell’Autorità Portuale Andrea Annunziata, ma siano stati inviati al Ministero i progetti del suo predecessore Pietro Spirito».

Sindaco, Napoli ha ottenuto 275 milioni di euro, Salerno 105 e Castellammare 0. L’unica città che ha un problema serio è Castellammare.

«Guardi, io sono fortemente preoccupato e chiederò un confronto con Regione e Ministero perché hanno un debito nei nostri confronti e servono assolutamente altre forme di finanziamento. Però da questa storia si evince che i rapporti tra Regione e Governo non funzionano».

Sono stati stanziati 380 milioni di euro, perché continua a ripetere questa storia?

«Perché anche per Napoli e Salerno sono stati finanziati progetti obsoleti, già superati dal lavoro svolto negli ultimi tempi. Basta leggere i documenti dell’Autorità Portuale per rendersene conto. Sono stati messi i soldi su un piano non attuale e non condiviso».

Ma qualcuno avrà pur inviato le schede progettuali al Ministero.

«Certo, ma dovreste chiedere all’Autorità Portuale e alla Regione chi le ha inviate».

Possibile che venga finanziato un progetto diverso rispetto a quello a cui si sta lavorando?

«Questo è un problema che l’Anci ha evidenziato anche nell’ultima assemblea nazionale. I destinatari dei fondi per la mobilità e le infrastrutture devono essere i sindaci, altrimenti i cittadini rischiano di pagare la miopia di chi non conosce i territori e le loro esigenze, proprio come accaduto in questo caso».

Lei parla di un piano di sviluppo del vecchio presidente Pietro Spirito. Pur volendo prendere per buona questa sua tesi, possibile che Castellammare non ne facesse parte?

«Evidentemente in quel momento non c’è stata la lungimiranza di pensare che lo sviluppo della nostra città potesse passare da quell’area, dal recupero del centro antico, dal rafforzamento di Fincantieri e delle attività turistiche. O forse c’è un progetto preordinato di sviluppare il porto in altri Comuni che oggi non fanno parte dell’Autorità Portuale. Di sicuro qualcuno dovrebbe dare risposte sul lavoro fatto in passato».

Chi?

«Ci sono consiglieri regionali che da anni vengono a prendere voti in questa città, il loro silenzio e quello dei loro riferimenti sul territorio, in relazione all’esclusione di Castellammare dai fondi del Pnrr dice molto in tal senso».

Sindaco, possibile non sia colpa della sua amministrazione?

«Noi abbiamo condiviso un percorso con la Regione Campania e il presidente dell’Autorità Portuale Andrea Annunziata, coinvolgendo le associazioni, aprendo un dibattito in consiglio comunale e approvando il Documento di Pianificazione Strategica. Se poi al Ministero vengono inviate schede di un piano vecchio, non condivise, che responsabilità posso avere io?».

Forse di non avere un’idea compiuta sullo sviluppo del porto? Il Ministero chiedeva progettualità. In tre anni e mezzo voi cosa avete prodotto?

«Guardi, le faccio un esempio: la scheda progettuale per l’abbattimento dei silos dell’Acqua della Madonna noi l’abbiamo candidata ai finanziamenti della Città Metropolitana, attraverso l’Autorità Portuale, già nel 2019. La scheda è lì ed è confermata anche nelle linee guida del Puc e nello stesso documento di pianificazione strategica che abbiamo approvato. Eppure non è stata inoltrata al Ministero perché, le ripeto, è stato inviato un piano vecchio».

In questa vicenda, il problema può essere lo scarso peso della politica stabiese?

«Più che di scarso peso politico parlerei di scarsa attenzione sui temi che riguardano lo sviluppo della città da parte di alcune forze politiche. Castellammare esprime parlamentari che sono al governo fin dall’inizio della legislatura, però ho visto le truppe cammellate organizzarsi solo per chiedere l’invio della commissione d’accesso.Mi fa piacere, anche perché sono tranquillo rispetto all’operato dell’amministrazione. Ma resta il rammarico che se si fossero battuti anche per Fincantieri e lo sviluppo del nostro porto, con la stessa veemenza, magari avrebbero aiutato la città a ottenere finanziamenti dal Pnrr».

Lei parla sempre degli altri, ma la sua amministrazione cos’ha ottenuto?

«Il Governo ha finanziato il progetto Primus per la mobilità sostenibile, quello per il trasporto scolastico che ci consentirà di acquistare bus ibridi o elettrici come pochi altri Comuni in Italia e soprattutto ha premiato con 15 milioni di euro il nostro piano di rigenerazione urbana del rione Savorito. Sono risultati che abbiamo ottenuto da soli. Se la città avesse potuto contare anche sull’apporto di chi pensa solo a distruggere e non a costruire, magari ci sarebbero stati anche risultati per Fincantieri o per Terme, ad esempio».

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