Torre del Greco, Natale in casa Palomba: il sindaco minaccia la crisi e gli alleati votano la delibera «bollente»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, Natale in casa Palomba: il sindaco minaccia la crisi e gli alleati votano la delibera «bollente»
Il sindaco «in fuga» Giovanni Palomba

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Torre del Greco. Errori, ripicche e scontri in maggioranza: sindaco sull’orlo di una crisi di nervi e costretto a «scappare» in Abruzzo. C’è stato bisogno di una «fuga per la vittoria» di Giovanni Palomba – accompagnata dalla minaccia di azzerare la giunta – per ricompattare i litigiosi alleati della carovana del buongoverno e per approvare in consiglio comunale una serie di provvedimenti «cari» al primo cittadino, compresa la «delibera della discordia» relativa a (corposi) stanziamenti per il settore politiche sociali. è la cronaca del giorno di ordinaria follia vissuto a palazzo Baronale, cominciato sotto i peggiori auspici per lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio e concluso con l’attesa fumata bianca.

Il dubbio malafede

A fare saltare, in mattinata, il tappo della pazienza di Giovanni Palomba – già messa a dura prova dai flop su luminarie e manifestazioni d’interesse per gli eventi natalizie – l’ennesima frenata in commissione bilancio della «delibera della discordia» già capace di scatenare una violenta lite tra Iolanda Mennella e Alessandra Tabernacolo. La mancata approvazione del provvedimento nell’organismo presieduto da Carmela Pomposo è stata interpretata dal sindaco come una sorta di «tradimento» della coalizione. Il primo cittadino si è precipitato nella stanza del segretario generale Pasquale Incarnato, minacciando di azzerare la giunta: davanti alla scena già vista a gennaio del 2021 – primo atto dell’inciucio grazie a cui sono stati imbarcati in maggioranza i vari Nello Formisano, Luigi Mele, Antonio Spierto e la stessa Alessandra Tabernacolo – il vicesindaco Enrico Pensati si è detto disponibile a rassegnare le dimissioni.  Una proposta rigettata al mittente dal mobiliere con la passione per la politica, pronto a «trasferire» temporaneamente l’esecutivo cittadino – non prima di avere «congedato» a muso duro Michele Langella e Iolanda Mennella – all’interno della sede della polizia municipale per approvare alcune delibere sul Natale. Poi, via, in direzione Castel di Sangro: «Per sopravvenute urgenze personali», la giustificazione ufficiale agli alleati. Accompagnata da un «invito» dal sapore dell’ultimatum: «Mi aspetto lo svolgimento del consiglio comunale – la «consegna» lasciata allo stesso Enrico Pensati – e l’approvazione di tutti gli atti urgenti, compresi quelli non votati in commissione bilancio». Come a dire: maggioranza avvisata, mezza salvata.

Le colombe di… Natale

Davanti allo spettro di un Natale senza poltrone, le colombe della maggioranza sono immediatamente entrate in azione. Riuscendo a superare gli scontri interni alla coalizione e a ricompattare i ranghi per le «sante feste». Intorno alle venti, la seduta rinviata per due volte a causa del pasticcio delle pec dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale si è regolarmente aperta. A dispetto delle obiezioni sollevate dai banchi dell’opposizione – orfani di sei esponenti – la maggioranza ha finalmente approvato gli atti «cari» al sindaco Giovanni Palomba. Con buona pace della missiva arrivata nel pomeriggio dalla Regione Campania in cui si rilevavano pesanti criticità relative alle politiche sociali dell’Ambito N31.

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