Via libera dai giudici sui permessi, il centro commerciale di Pompei resterà aperto

Salvatore Piro,  

Via libera dai giudici sui permessi, il centro commerciale di Pompei resterà aperto

Vertenza Auchan, arriva il colpo di scena giudiziario. Il Tar: “Il parco commerciale deve restare aperto”. Lo ha scritto ieri a chiare lettere il presidente della Terza Sezione del Tribunale Amministrativo della Campania, il giudice Anna Pappalardo, che con decreto ha accolto il ricorso presentato dalla Cibo Srl (la società, il 10 novembre scorso, aveva inaugurato un market commerciale negli spazi vendita dell’ex Auchan di Pompei, così reintegrando 61 dipendenti sui 103 licenziati in precedenza ndr) per sospendere temporaneamente l’efficacia dei due provvedimenti firmati, appena dopo l’inaugurazione, dall’ingegnere del Suap del Comune di Pompei, Gianluca Fimiani. Il Comune, il 10 e il 17 novembre scorsi, aveva ordinato ai nuovi proprietari “l’immediato divieto di prosecuzione delle attività di vendita al pubblico” riscontrando presunti vizi formali, oltre ad atti mancanti nella pratica di subingresso nell’attività commerciale presentata dal nuovo gruppo della Gdo campana, Cibo Srl-Grand’etè, agli uffici del Suap. La pratica di subingresso che, secondo i tecnici comunali, resta tuttora priva di idonea documentazione, era stata depositata anche a Pompei solo al termine della trattativa condotta dal colosso Conad Margherita Distribuzione per rilevare più di 1800 punti vendita, gestiti in Italia dai francesi di Auchan fino al 2019, quando il gruppo transalpino ha ceduto l’intero pacchetto composto da locali commerciali, avviamento e clienti, per cifre che sfiorano il miliardo di euro. A Pompei, l’investimento è di 6 milioni di euro. In ballo c’è però dell’altro, il futuro di 61 dipendenti già reintegrati dopo un primo licenziamento subito in tronco. Altri 42 ex dipendenti ex Auchan potrebbero essere reintegrati – entro febbraio – tramite la cessione di ulteriori spazi commerciali. Dopo le due ordinanze comunali di “annullamento della pratica” il nuovo market rischiava la chiusura. “In realtà – commentano fonti vicine alla nuova proprietà – queste ordinanze hanno già prodotto grossi danni: sono due giorni che il nuovo market è vuoto, perchè tra i clienti si era sparsa la voce che il Comune ci avesse imposto i sigilli. I danni economici sono molto grossi”. A chiarire la vicenda è arrivato poi il decreto del Tar. Per adesso gli imprenditori vincono, il Comune perde. E, inoltre, fa una figuraccia. I giudici amministrativi, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Marcello Fortunato e Angela Mascia, i due legali della Ci.Bo. Srl, hanno “sospeso temporaneamente gli effetti dell’ordine di chiusura”. Il decreto è arrivato ieri, davvero a sorpresa, intorno alle ore 14, ovvero poco dopo la fine di un vertice interlocutorio svoltosi in Comune, fra gli altri, tra l’amministratore delegato della società Ci.Bo., il sindaco e l’assessore comunale alle Attività Produttive. “Un incontro che è servito a perdere altro tempo” è trapelato infine da ambienti vicini all’impresa. La sospensiva del Tar avrà efficacia fino al prossimo 14 dicembre, quando in Tribunale è prevista la prima udienza di merito.

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