Rifiuti davanti alla casa del maestro Bellini, scempio ambientale a Boscoreale

Pasquale Malvone,  

Rifiuti davanti alla casa del maestro Bellini, scempio ambientale a Boscoreale

Via Bellini è una delle strade che rientrano nel cosiddetto «quadrilatero» settecentesco del centro storico di Boscoreale, dove sorgono molte abitazioni contadine e cortili, nonché alcuni palazzi signorili risalenti al diciottesimo secolo. Tra questi, quello di una famiglia illustre famiglia boschese, proprietaria di un intero palazzo del settecento con annessa cappella gentilizia, che agli inizi dell’ottocento ospitò il celebre musicista Vincenzo bellini, all’epoca promettente studente del Conservatorio di Napoli. E fu proprio a seguito di questo episodio che il nome strada, denominata anticamente via Cesaroni, fu mutata nel 1876 in via Bellini. Un pezzo di storia boschese quasi dimenticato dal peso del tempo e sconosciuto ai più, e che oggi viene inconsapevolmente calpestato dall’inciviltà e l’incuria di qualche cittadino che ha pensato bene di abbandonare i rifiuti di casa sul ciglio della strada, proprio di fronte alla storica dimora che accolse per circa un anno il compositore siciliano. A immortalare lo scempio, è un giovane scrittore e appassionato di storia locale, Adriano Conato, coautore del libro “La Villa di N. Popidius Florus a Boscoreale”, che ha pensato bene di denunciare a mezzo social quanto si sta verificando da tempo in un luogo che trasuda storia e cultura. «Ritengo sia inaccettabile un simile stato di abbandono al centro storico, specie di fronte una residenza di grande rilievo come quella dove soggiornò il compositore Vincenzo Bellini. Il centro storico per essere tale – ha aggiunto dev’essere curato e tutelato, questo stato di degrado è semplicemente inaccettabile». Nonostante la percentuale dell’indifferenziata continui a crescere, ci sono ancora cittadini che hanno sviluppato una sorta di allergia alle regole riguardanti il conferimento dei rifiuti nei giorni e negli orari prestabiliti. A breve, però, gli incivili potrebbero avere vita dura. Di recente è stata assegnata la gara d’appalto per la realizzazione della videosorveglianza nell’ambito di un piano integrato sulla sicurezza sottoscritto tra il comune e la Prefettura di Napoli. Un “Patto per la sicurezza urbana” che prevede un accordo sinergico stipulato con i comuni che prevede l’estensione della videosorveglianza per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Nella prima fase sono previste ben 50 telecamere, di cui 18 di ultima generazione, che saranno collocate nelle zone di confine e in quelle maggiormente a rischio. In un summit strategico con le forze dell’ordine erano stati individuati i cosiddetti “punti caldi” sui quali sarà opportuno volgere lo sguardo. Tra queste, c’è anche la centralissima piazza Pace che negli ultimi tempi è diventata il cuore della movida boschese.

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