Malato di sclerosi multipla da 10 anni: torna a «parlare» grazie a un visore speciale e a un pc

Salvatore Piro,  

Malato di sclerosi multipla da 10 anni: torna a «parlare» grazie a un visore speciale e a un pc

Torre Annunziata. Malato di sclerosi multipla, comunica e scrive con lo sguardo grazie a un pc e ad occhiali speciali. Così Marco Bianco, programmatore elettronico di piazza Risorgimento, 48 anni, da dieci affetto da una gravissima e degenerativa forma di sclerosi multipla, è tornato a sorridere, a comunicare con il mondo. Ma soprattutto a dire “vi voglio bene” ai suoi figli. “Specialmente ad Annapaola, la più piccola, ha nove anni.

Lei è l’angelo custode di papà” racconta per Metropolis Sara, la moglie di Marco. Quella della famiglia Bianco di Torre Annunziata è una vera e propria storia nella storia: intrisa di passione per la vita, amore per i figli (il più grande ha 14 anni, frequenta il Liceo Classico) voglia di combattere. Le parole d’ordine, nella loro casa che si trova vicina alla stazione delle Ferrovie dello Stato, sono appena due: “Arrendersi mai”. “Quando ho sconfitto il mio tumore, io sono entrata nella malattia di mio marito” rivela infatti, sorprendentemente, Sara. “Un anno e mezzo prima che un neurochirurgo individuasse la forma aggressiva di sclerosi che ha colpito Marco – racconta sempre sua moglie – ho scoperto di avere un linfoma. Alla fine, ho sconfitto il mio tumore. Poi, subito dopo, Marco si è ammalato. Ora, è come se fossi entrata nella sua malattia: continuiamo a essere una coppia serena. Facciamo vacanze, giriamo in una macchina speciale comprata per Marco. Io e lui facciamo tutto questo per i nostri figli. Loro cresceranno con una marcia in più. Una sensibilità fortissima e importante”.

Il sorriso e la speranza, in casa Bianco, sono ripiombati il mese scorso. Quando Marco, dopo un lunghissimo e sofferto percorso attraversato fra incertezze diagnostiche, ricerche di cure sperimentali fatte anche al Nord, decide di chiedere aiuto all’Asl della Regione Campania: la sclerosi multipla gli ha tolto pure la parola, non riesce più a parlare e a lavorare. Neppure a dire semplicemente “t’amo” alla piccola Annapaola. Per lui significa praticamente aver toccato il fondo. Da qui, l’ultima richiesta fatta alla Azienda Sanitaria Locale: la chance di disporre degli occhiali speciali, con puntatore oculare, una sorta di pc per riprendere a “parlare” con la sua famiglia, i suoi più cari amici. Anche su Facebook. Dopo tanta attesa, Marco ha vinto. Ancora una volta. E’ infatti la prima persona in Campania a sperimentare, adesso, la sofisticata tecnologia. “Gli occhiali rappresentano una sorta di computer, funzionano con un puntatore oculare – racconta sempra Sara – Marco, ora, ha difficoltà a parlare, ma è riconnesso al mondo esterno, può comunicare con i suoi amici, può farlo soprattutto con i nostri figli. Marco, adesso, riesce a scrivere messaggi attraverso Facebook e WhatsApp”. La prova è tutta nell’ultimo messaggio, postato sui Social proprio da Marco: “Dopo dieci anni, grazie a degli occhiali speciali, riesco a scrivere. Il lupo è ferito, non è morto. Questa malattia mi ha imprigionato il corpo, ma non l’anima”.

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