Rifiuti e voti, ultimo atto a Torre del Greco: le donne dei precari Nu a processo per le rivolte

Alberto Dortucci,  

Rifiuti e voti, ultimo atto a Torre del Greco: le donne dei precari Nu a processo per le rivolte
Le proteste a palazzo Baronale (foto di archivio)

Torre del Greco. Dovranno comparire davanti al giudice monocratico Procolo Ascolese del tribunale di Torre Annunziata per chiudere l’ultimo capitolo del turbolento «autunno caldo» all’ombra del Vesuvio per le assunzioni nel settore Nu: devono rispondere a vario titolo di oltraggio a pubblico ufficiale, invasione di edificio e danneggiamento le quattro donne finite – insieme a Ciro Massella, nipote del boss ucciso in un agguato di camorra nel 2003, già condannato per lo scandalo del voto di scambio alle elezioni del 2018 – alla sbarra per la manifestazione di protesta organizzata davanti ai cancelli di palazzo Baronale e degenerata in episodi di violenza ora destinati a finire sotto la lente della magistratura.

Le proteste in Comune

I fatti risalgono alla fine di novembre del 2018, quando palazzo Baronale – sede istituzionale del Comune – divenne l’abituale punto di ritrovo di compagne e madri dei netturbini-precari assunti con il progetto regionale «Garanzia Giovani» per un periodo di sei mesi e a caccia di un contratto a tempo indeterminato nel settore Nu: un «risultato» promesso – secondo la tesi dei manifestanti – durante la precedente campagna elettorale e poi finito nel dimenticatoio. Di qui, le «vibranti» proteste in municipio – in un’occasione l’ex consigliere comunale Stefano Abilitato, successivamente arrestato e condannato per voto di scambio, venne aggredito e schiaffeggiato – e la decisione del sindaco Giovanni Palomba di chiudere i cancelli del municipio e ricorrere a un presidio fisso della polizia municipale a «protezione» dei varchi d’accesso.

Le minacce ai vigili

Proprio durante un servizio di vigilanza, un gruppo di facinorose avrebbe preso di mira i vigili urbani del comando di largo Costantinopoli. In particolare, secondo la ricostruzione agli atti della procura di Torre Annunziata, Rosa Serra – cinquantaduenne nota alle forze dell’ordine del territorio, madre di Ciro Massella – avrebbe cominciato a provocare e insultare gli uomini in divisa guidati dal comandante Salvatore Visone: «Faccia verde non mi vuoi fare entrare? Ti devo vedere per Torre del Greco senza la divisa – la minaccia a un assistente di polizia municipale – ti devo fare uscire il sangue». Parole capaci di aizzare gli animi dei manifestanti, con il figlio della donna pronto a rincarare subito la dose: «Mongolo’, ci stai prendendo in giro? – le offese di cui dovrà rispondere il nipote del boss – T’aggia schiattà ‘a cap, fammi entrare hai capito? Apri questo cancello». Un’escalation di violenza sfociato in una vera e propria invasione, con la stessa Rosa Serra e Carmela Lombardo – dipendente della ditta incaricata delle pulizie negli uffici comunali, già indagati nell’inchiesta a carico del «gancio della camorra» Ciro Vaccaro e dei colletti bianchi del municipio – pronte a scavalcare, insieme a Maddalena Lombardo e alla netturbina-precaria Andreina Vivace, il cancello di recinzione di palazzo Baronale.

I rinforzi e gli scontri

Per cercare di placare gli animi, i vigili urbani chiesero l’intervento della polizia di Stato. Ma, al proprio arrivo, gli uomini in divisa all’epoca guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa trovarono una situazione incandescente: Rosa Serra impugnò una bottiglia contenente benzina e minacciò di darsi fuoco, mentre Andreina Vivace – approfittando del caos generale e forzando una porta posteriore di accesso agli uffici – salì al primo piano di palazzo Baronale, si affacciò a un balcone e minacciò di lanciarsi nel vuoto. Solo il provvidenziale intervento di ulteriori agenti di polizia e di un battaglione dei carabinieri in tenuta anti-sommossa scongiurò ulteriori guai per i vari «protagonisti». Tutti denunciati a piede libero e ora chiamati a rispondere di quella mattinata di follia davanti al giudice monocratico Procolo Ascolese del tribunale di Torre Annunziata.

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