Isca, appello del sindaco di Massa Lubrense: «Il governo acquisti l’isolotto di Eduardo, no ai privati»

Salvatore Dare,  

Isca, appello del sindaco di Massa Lubrense: «Il governo acquisti l’isolotto di Eduardo, no ai privati»

Fermare la vendita dell’isola dell’Isca, comprata giorni fa dall’Antica Sartoria di Positano per 10,5 milioni di euro dopo l’intesa sottoscritta con gli eredi del grande Eduardo De Filippo. E rilanciarla con un progetto che possa restituire alla comunità il sito rendendolo così completamente pubblico. E’ la richiesta del sindaco di Massa Lubrense Lorenzo Balducelli e del presidente del parco marino di Punta Campanella Lucio Cacace che invitano il governo Draghi e la Soprintendenza ad attivare il diritto di prelazione che grava sul bene e scongiurare così il “rischio” che l’isolotto resti privato. Nel dettaglio, dopo la mobilitazione delle associazioni “La Grande Onda”, “Cittadinanza Attiva” e “Conta anche tu” – che diversi giorni fa hanno sollecitato i Comuni della penisola sorrentina e il parco marino (in cui ricade proprio l’Isca) a mobilitarsi per evitare l’acquisizione da parte degli imprenditori di Positano – ora la questione inizia ad assumere contorni ben più precisi e finisce direttamente a Roma. Balducelli ha ufficialmente scritto una lettera al ministro per i beni culturali Dario Franceschini, al ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ed alla Soprintendenza di Napoli informandoli dell’affare in corso. «Non avendo questo Comune la possibilità economica per tale acquisto – scrive il sindaco di Massa Lubrense nel documento – si chiede ai ministeri di attivarsi per non far perdere alla comunità un bene di grande importanza archeologica, paesaggistica, storica, ambientale e biologica». L’isola, che per tutti è ormai l’isola di Eduardo – perché appartenuta proprio al grande De Filippo – si trova in zona B dell’area marina Punta Campanella sul versante del golfo di Salerno e a poca distanza da Positano. «Sulla vicenda – sottolinea ancora il primo cittadino Balducelli – siamo stati informati dal presidente dell’area marina protetta Punta Campanella non avendo avuto nessuna notifica della vendita al fine di esercitare il diritto di prelazione. Nessuna comunicazione ci è giunta né dalla parte venditrice né da quella acquirente». Anche il presidente dell’area marina protetta Punta Campanella, Cacace, con una nota, ha chiesto al ministero per la transizione ecologica, da cui dipende l’ente, di intervenire prontamente per esercitare il diritto di prelazione. «La vendita dell’isola ha suscitato una forte mobilitazione popolare con l’attivazione di tante associazioni ambientaliste, civiche e culturali che vogliono che l’Isca sia un bene pubblico» evidenzia Cacace. «Alla luce di queste considerazioni – conclude Balducelli nella lettera ai due ministri – chiedo a nome dei cittadini di Massa Lubrense e della sua amministrazione, un vostro autorevole intervento perché venga esercitato il diritto di prelazione ed un bene comune di tale importanza non venga sottratto alla fruizione pubblica. Sicuro vorrete intervenire perché l’Isca, l’isola di Eduardo, possa divenire un bene annoverato tra i beni pubblici non solo di Massa Lubrense ma dell’Italia e del mondo intero». Le associazioni che chiedono lo stop ai privati ribadiscono che «la vendita dell’Isca è inaspettata, considerato che il 2 agosto scorso il Comune di Massa Lubrense rilasciava agli eredi De Filippo autorizzazione all’effettuazione di “Progetto di manutenzione straordinaria e restauro conservativo completamento funzionale degli immobili ubicati sull’isola d’Isca, comprese le aree esterne».

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