Mazzette e appalti a Torre del Greco, il processo lumaca: un’udienza in un anno

Ciro Formisano,  

Mazzette e appalti a Torre del Greco, il processo lumaca: un’udienza in un anno

Doveva essere il giorno della verità. Il giorno del contro esame dell’ufficiale della guardia di finanza chiamato a ricostruire i tasselli di un’inchiesta capace di gettare ombre inquietanti sul Comune di Torre del Greco. Un’indagine che ha travolto l’ex sindaco, Ciro Borriello, imputato con l’accusa di aver riscosso tangenti dai titolari di una ditta di raccolta dei rifiuti in cambio della concessione degli appalti. Ma in mattinata, nelle mani del collegio giudicante del tribunale di Torre Annunziata (guidato da Gabriella Ambrosino) è arrivata una giustifica. Un documento con il quale il testimone, per motivi di servizio, annunciava la sua impossibilità a comparire nel palazzo di giustizia di corso Umberto I. Un colpo di scena capace di far calare il gelo sull’aula,  scatenando l’ira degli avvocati. L’ennesimo rinvio di un processo che va avanti a passi lentissimi. Lo stesso giudice, in aula, ha affermato che dall’inizio del 2021 ad oggi è stata celebrata una sola udienza utile.

Le accuse

Una serie di intoppi e imprevisti che hanno segnato, sinora, il percorso del procedimento sulla presunta “monnezzopoli” di Torre del Greco: il giro di appalti e tangenti ricostruito dalla guardia di finanza e dalla Procura di Torre Annunziata nel 2017. Imputati, in questo procedimento, ci sono l’ex sindaco, ma anche i fratelli Antonio e Massimo Balsamo oltre a Francesco e Virginio Poeti. Secondo le accuse Borriello si sarebbe fatto pagare una mazzetta da 20.000 euro al mese per favorire la ditta “Fratelli Balsamo” nella gestione del settore di nettezza urbana a Torre del Greco. Al centro dell’indagine anche le procedure – ritenute anomale dagli inquirenti – di revoca dell’appalto ad altre ditte per far entrare nella gestione dei rifiuti proprio i Balsamo. «La ditta arrivata prima fu oggetto di 30 controlli nel giro di pochi giorni», ha raccontato un altro investigatore in una precedente udienza. Un atteggiamento «singolare», «visto che di solito alle imprese che si occupano di servizi di questo genere vengono concessi dei periodi di assestamento».Un teorema contrastato, già nelle prime battute del processo, dal collegio difensivo (composto dagli avvocati Nicolas Balzano, Massimo Loffredo, Pasquale Striano, Giancarlo Panariello e Maurizio Paniz). Secondo la difesa le prove della corruzione non ci sono e il fulcro delle accuse contestate a Borriello sarebbe legato al presunto “fruscio” dei soldi captato nel corso di una intercettazione ambientale.

Il processo lumaca

Nell’ultima udienza, celebrata a giugno, si era consumato il primo atto dell’esame del finanziere chiamato dal pubblico ministero a riannodare i fili dell’inchiesta che nell’estate del 2017 portò anche all’arresto dell’ex sindaco (poi scarcerato dal tribunale del Riesame dopo due settimane vissute nelle celle del carcere di Poggioreale). Il collegio giudicante ha comunque fissato una nuova udienza a stretto giro per concludere la testimonianza del finanziere e passare all’esame degli altri testimoni.

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