Violenza in campo, calciatore dell’Agerola aggredito a Quarto

Elena Pontoriero,  

Violenza in campo, calciatore dell’Agerola aggredito a Quarto

Violenza negli stadi e il rettangolo verde si trasforma in un ring per sfogare la rabbia, e ancor prima che l’incontro Quartograd-Agerola cominciasse. Il pre-partita della vergogna è andato in scena alle 17.30 appena il bus dei giocatori della squadra agerolina si è fermato e i ragazzi, tra i quali anche alcuni elementi della Juniores, stanno raggiungendo gli spogliatoio. Nel mirino del gruppo violento «tesserati del Quartograd» – precisa Pietro Paolo Somma direttore sportivo – sono finiti Gerardo Vissicchio, un giovane di 23 anni residente ad Amalfi unitamente al dirigente Ciro Longobardi. Il tutto sarebbe da ricercare nella partita di andata, della Coppa Promozione, quando presunte offese erano state indirizzate alla squadra ospite di Quarto sul campo di Agerola. Quindi la vendetta: «Dove sta quel bastardo». E il dito è puntato contro il calciatore Gerardo Vissicchio, massacrato di botte e finito in ospedale. Prognosi e diagnosi ancora da accertare.

«Lo hanno puntato da quando siamo arrivati, siamo stati accolti da insulti – racconta il direttore sportivo Somma – Neanche il tempo di arrivare negli spogliatoi che Gerardo Vessicchio è stato accerchiato da persone provenienti da fuori lo stadio e da alcuni giocatori del Quartograd. Calci, pugni, schiaffi una violenza che ha terrorizzato anche i ragazzi della Juniores al loro esordio». La violenza ha macchiato lo stadio Giarrusso e i riflettori in campo si sono spenti, per una partita sospesa prima ancora del fischio di inizio. Paura, anzi terrore per i giovani atleti che sono scoppiati in lacrime. Fatto il riconoscimento di rito, la squadra ha poi rifiutato di scendere in campo, non essendoci mentalmente le condizioni per disputare serenamente una gara.

Un’aggressione sul campo che rappresenta l’esatto contrario del principio dello sport, così come accaduto nel campetto dell’oratorio della parrocchia di Pimonte una settimana fa. Insulti e offese che diventano motivo di vendetta da parte di chi alle parole sceglie di replicare con i fatti. «Abbiamo cercato di rifugiarci negli spogliatoi attendendo l’arrivo dei carabinieri – spiega il direttore dei rossoneri – Ma il gruppo di aggressori ha tentato di sfondare la porta per finire, forse, il “lavoro” iniziato pochi minuti prima. Siamo stati salvati dai militari dell’Arma che hanno ascoltato la nostra versione dei fatti, per poi scortare il nostro bus fino all’imbocco dell’autostrada». Disavventura per la squadra dei rossoneri che torna a casa con una brutta storia da raccontare, fatta di violenza e sangue in un contesto che dovrebbe essere totalmente distante da tali dinamiche.

«Sono senza parole quello che è successo, è stato un atto vergognoso -afferma il direttore dei rossoneri- Mi dispiace perchè era la Coppa Campania e cose del genere sono vergognose, mi spiace anche per il Quartograd, per il presidente che sta disputando un campionato ottimo e non meritano certo personaggi di questo tipo che possono solo essere definiti teppisti, tra questi anche qualche calciatore. Infine resta l’amarezza perchè non si può andare sul campo per giocare una partita e ritrovarsi aggrediti, noi abbiamo sempre e continueremo a ospitare tutti con un clima di amicizia e sportività».

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