Torre del Greco, i soldi delle luminarie trasformati in voucher per i poveri: «Demagogia per mascherare i flop»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, i soldi delle luminarie trasformati in voucher per i poveri: «Demagogia per mascherare i flop»
Romina Stilo, presidente della commissione trasparenza del Comune

Svolta di Natale a Torre del Greco, i soldi delle luminarie trasformati in bonus per i poveri: in arrivo 870.000 euro

Torre del Greco. «Stucchevole demagogia per provare a mascherare la propria incapacità politica e i fallimenti dell’amministrazione comunale». Non usa mezzi termini l’ex vicesindaco Romina Stilo per commentare la decisione della giunta guidata dal sindaco Giovanni Palomba di «convertire» i fondi destinati alle luminarie natalizie in voucher per le famiglie in difficoltà: «C’è un obbligo morale per qualsiasi amministrazione comunale di aiutare le fasce deboli, fa parte del buongoverno di una città – premette il presidente della commissione trasparenza di palazzo Baronale -. Ma bisogna anche pensare alla gioia dei bambini, all’attesa dell’atmosfera natalizia, ai commercianti: non si può lasciare una città a luci spente, priva di gioia in un momento così sentito».

Una decisione «giustificata» dal primo cittadino con l’emergenza sanitaria da Covid-19 e il timore di un’impennata di contagi: «La toppa è peggiore del buco – l’affondo di Romina Stilo – L’amministrazione comunale decise di accendere le luminarie lo scorso anno, quando la situazione era decisamente più grave perché non era ancora cominciata la campagna vaccinale. Ora, invece, perpetriamo il lockdown con scelte incomprensibili e senza eguali in provincia di Napoli».

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del M5S in municipio: «Le scelte non sono mai il risultato di processi orientati al raggiungimento di un risultato – sottolinea Vincenzo Salerno -. I fondi già destinati alle famiglie sono quelli stanziati dal governo. Il Comune non ha preso in considerazione alcun intervento con risorse proprie se non ora che fallisce la progettazione delle luminarie natalizie. Questa strumentalizzazione delle fasce deboli è solo un ripiego, inaccettabile per due motivi: il sostegno agli ultimi deve essere prioritario così come la ripresa economica della città e il fallimento del Natale rappresenta un colpo che si poteva evitare».

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