Incubo camorra in municipio a San Giuseppe Vesuviano: 12 affidamenti sospetti

Andrea Ripa,  

Incubo camorra in municipio a San Giuseppe Vesuviano: 12 affidamenti sospetti

C’è una lista di dodici appalti sospetti che da settimane è sotto la lente di ingrandimento della commissione d’accesso arrivata a inizio agosto a San Giuseppe Vesuviano. Secondo gli investigatori in quegli appalti, assegnati dal Comune tra il 2017 e il 2021, potrebbero  aver messo le mani le organizzazioni criminali del territorio. Clan e cosa pubblica, un binomio che nella città del commercio è già stato sintomo di scioglimenti nel passato. Anche recente. Ed è per questo che l’attenzione del pool di investigatori inviato dalla prefettura continua a chiedere incartamenti al segretario generale Girolamo Martino. E lo farà fino a febbraio, quando scadrà la proroga di indagini chiesta per il «caso San Giuseppe Vesuviano». In municipio resta alta la tensione perché nessuno dell’attuale amministrazione vuole incappare in nuovo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, tantomeno il sindaco Vincenzo Catapano che negli anni ha fatto della lotta alla criminalità organizzata una bandiera e un punto d’orgoglio del suo doppio mandato. Eppure la camorra potrebbe aver messo le mani su appalti e incarichi, gli stessi che da mesi sono sotto il giudizio del commissario capo Riccardo Buonomo e del Capitano della guardia di finanza Antonio Pacelli – coordinati dal vice prefetto, la dottoressa Maria Lucia Trezza -. L’ultima richiesta presentata dagli inquirenti al segretario generale, Girolamo Martino, riguarda 12 affidamenti diretti. Tutti atti sospetti secondo i tre componenti della commissione d’accesso che ora vogliono vederci chiaro. L’ultimo elenco di documenti chiesto ai funzionari del municipio di piazza Elena d’Aosta da parte della commissione d’accesso fa seguito a una serie di atti che la squadra inviata dalla prefettura ha già ottenuto pochi giorni dopo aver varcato le porte di palazzo di città. Nel mirino sono finiti gli elenchi dei dipendenti e dei componenti dell’amministrazione comunale oltre che numerosi incarichi assegnati. Evidentemente l’obiettivo degli 007 è quello di capire se le procedure siano stati realizzate a “regola d’arte”, oppure se ci sono ombre anche nella gestione di questo genere di nomine. Dalla lista dei documenti richiesti dai commissari in questi mesi di lavoro emerge chiaramente che l’obiettivo della commissione anticlan piombata in piazza Elena d’Aosta la scorsa estate è quello di passare ai raggi X l’intera macchina comunale. Il pool investigativo, infatti, ha presentato al momento dell’insediamento la richiesta per ottenere l’elenco dei nominativi di ogni singolo dipendente comunale che ha lavorato in municipio negli ultimi anni, anche quelli assunti a tempo determinato e gli impiegati (tanti) che sono andati in pensione accedendo a quota cento, un sistema che ha consentito a decine di dipendenti comunali in forza nel municipio di San Giuseppe Vesuviano di anticipare l’uscita dal lavoro e ottenere il sussidio pensionistico.

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