Isca, dossier in Procura. Spunta un permesso per lavori sull’isolotto di De Filippo

Salvatore Dare,  

Isca, dossier in Procura. Spunta un permesso per lavori sull’isolotto di De Filippo

La vendita dell’Isca, ceduta dagli eredi di Eduardo De Filippo all’Antica Sartoria di Positano per 10,5 milioni di euro, finisce anche in Procura, a Torre Annunziata. È l’ennesimo colpo di scena sulla telenovela dell’isolotto che appartenne al drammaturgo napoletano e che da giorni è all’attenzione del governo Draghi, il quale, attraverso il ministero della transizione ecologica, ha avviato degli accertamenti. Dopo l’appello del sindaco di Massa Lubrense Lorenzo Balducelli e di alcune associazioni della penisola sorrentina che chiedono allo Stato di attivare la prelazione e fermare l’affare spunta un esposto assai dettagliato. A inviarlo ai magistrati, oltre che a Soprintendenza di Napoli e sindaci della penisola sorrentina, sono il movimento civico “Conta anche tu” e le associazioni “La Grande Onda”, “Cittadinanza Attiva”, a cui ora si aggiunge “MareVivo”, che sposa la crociata anti privati. Sia chiaro: il diritto di prelazione può essere esercitato dal Comune di Massa Lubrense, che ha fatto capire però di non avere a disposizione i 10,5 milioni di euro necessari, o dalla Soprintendenza, attraverso i ministeri di competenza. L’esposto snocciola notizie interessanti. Innanzitutto, si evidenzia che l’Isca è un bene culturale su cui «la Soprintendenza non ha mai messo alcun vincolo» tanto che si chiede ai pm se la «stessa importanza storico-archeologica-ambientalista dell’isola basti a classificarla come bene vincolato». Alla base della richiesta vi sono i resti romani rinvenuti sull’Isca, diverse testimonianze storiche rilanciate da alcuni volumi di storici e archeologici, e dei ritrovamenti. Nell’esposto, però, si citano anche altre notizie. Vengono menzionati un comunicato del sindaco Balducelli con cui si invitava il governo a bloccare i privati, un precedente documento delle associazioni ambientaliste e l’atto con cui il ministero della transizione ecologica, in data 22 novembre, ha informato il presidente dell’area marina protetta di Punta Campanella Lucio Cacace dell’interessamento sul caso da parte del dicastero retto dal ministro Roberto Cingolani «per i necessari approfondimenti del caso». Nota a margine: l’Isca ricade nell’area del parco marino di Massa Lubrense. Non solo. Sempre Cacace ha chiarito che aldilà di tutto, il parco resta in prima linea a salvaguardia del sito, senza dimenticare che già prima della protesta delle associazioni, lo stesso parco aveva informato ministeri ed enti statali del contratto di compravendita siglato tra gli eredi De Filippo e l’Antica Sartoria. Detto ciò, nell’esposto si aggiunge che il 2 agosto scorso il Comune di Massa Lubrense ha rilasciato ai proprietari dell’isolotto l’autorizzazione per eseguire lavori per il progetto di «manutenzione straordinaria e restauro conservativo» dell’Isca, con «silenzio assenso della Soprintendenza». Gli elaborati, come affermano le associazion nell’esposto inviato ai pm, sono a firma di un tecnico molto noto in penisola sorrentina: l’ingegnere Antonio Elefante, in passato candidato sindaco a Piano di Sorrento, poi assessore a Vico Equense (fece demolire l’Ecomostro di Alimuri) e tecnico di recente coinvolto in progetti avversati dagli ambientalisti, ultimo dei quali l’housing sociale di Sant’Agnello, oggetto di sequestro. Le associazioni vogliono accertamenti su eventuali sopralluoghi svolti per «verificare lo stato dei luoghi» e risposte sulla «piena rispondenza ai grafici presentati». A margine dell’esposto, MareVivo spiega alla Procura di Torre Annunziata che «non possiamo restare indifferenti di fronte alla vicenda dell’acquisto dell’isolotto di Isca, che è un bene di grande interesse ambientale, per la ricchezza di specie marine e la bellezza delle sue grotte con enormi stalattiti dalle svariate forme, ed un bene archeologico per la presenza dei resti di una villa romana marittima. L’isola dovrebbe essere opportunamente tutelata dallo Stato».

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