Il Covid aiuta i clan, le mani della camorra su negozi e ristoranti a Castellammare

Tiziano Valle,  

Il Covid aiuta i clan, le mani della camorra su negozi e ristoranti a Castellammare

La camorra stabiese sfrutta la crisi determinata dal Covid e rileva le attività che hanno dovuto chiudere, investendo nei locali sfitti per riciclare i soldi guadagnati con traffico di droga ed estorsioni. È altissima l’attenzione delle forze dell’ordine su quanto sta accadendo a Castellammare di Stabia, dove familiari di affiliati di spicco dei clan D’Alessandro, Imparato e Cesarano avrebbero aperto nuove attività commerciali proprio in un momento in cui invece parecchi imprenditori sono stati costretti a tirar giù la serranda.L’ipotesi è che queste nuove aperture vengano finanziate con i soldi sporchi della camorra e servano in realtà solo per tentare di rendere più complessa l’attività degli investigatori impegnati a risalire al flusso di denaro generato dagli affari illeciti.Secondo le ultime informative, i clan starebbero investendo soprattutto in autosaloni, nella zona a nord della città, in bar, sale giochi e attività ristorativo in centro. Uno scenario che lascia intendere il forte rischio d’inquinamento dell’economia reale in una città dove l’iniziativa privata sembra fortemente condizionata proprio dai poteri criminali e la conseguenza è la fuga di giovani che non riescono a trovare sbocchi occupazionali.

Gli investigatori hanno avviato accertamenti sulle fonti di guadagno, anche a livello familiare, degli affiliati che sono stati recentemente arrestati e condannati per fatti di camorra. L’obiettivo è quello di procedere al sequestro e possibilmente alla confisca delle attività riconducibili a boss e gregari dei clan D’Alessandro, Imparato e Cesarano.L’inchiesta Domino, in tal senso, ha già consentito il sequestro di beni per circa 5 milioni di euro, mentre quella sulla cosca del Savorito ha permesso di svelare anche l’interesse della camorra nel settore della sicurezza sul lavoro, con l’apertura di aziende direttamente riconducibili ai ras.Un’attenzione quella delle forze dell’ordine che si concentra anche e soprattutto sulle attività sotto traccia che le organizzazioni criminali stanno portando avanti col favore della crisi economica dettata dal Covid. Solo recentemente le associazioni anti racket hanno lanciato l’allarme per un aumento spropositato delle richieste di prestiti a tassi usurai. Molto spesso quei soldi arrivano proprio dall’enorme liquidità che è in disponibilità dei clan, quello di Scanzano in primis che riesce a far girare contanti senza problemi. Ed è qui che si concentra il lavoro dell’antimafia e delle forze dell’ordine. Un enorme lavoro quello condotto in questi anni dall’Antimafia, che adesso potrebbe concretizzarsi con un attacco al patrimonio delle cosche.

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