Torre Annunziata, le piazze di spaccio «protette» delle telecamere della camorra

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, le piazze di spaccio «protette» delle telecamere della camorra

Torre Annunziata. Decine di microcamere seminate in ogni angolo della città. Occhi elettronici invisibili che servono alla camorra per spiare vicoli e strade e per «proteggere» le piazze di spaccio e individuare i killer rivali. Così i clan allungano nuovamente i tentacoli su Torre Annunziata, la città delle stese e del pizzo. La città dove la camorra ha un sistema di videosorveglianza più efficace ed efficiente di quello dello Stato. In questi mesi si è molto discusso della necessità di coprire, con nuove telecamere, alcuni rioni chiave. Progetti bloccati dalla Tangentopoli che ha travolto il Comune. Il risultato è che dei tanti episodi di criminalità registrati in città nell’ultimo anno, solo in pochissimi casi le forze dell’ordine hanno potuto contare sull’aiuto della videosorveglianza comunale. Anche sul luogo dell’ultimo omicidio, avvenuto a settembre nella zona di Sant’Alfonso dé Liguori, non c’erano telecamere in grado di incastrare gli assassini. E se da un lato lo Stato fa i conti con l’assenza di sistemi di controllo del territorio, dall’altro la camorra ha dimostrato di essere in possesso di tutti gli strumenti per riuscire a monitorare ogni angolo della città. Occhi elettronici minuscoli piazzati su grondaie e pali della luce a due passi dall’ingresso dei principali rioni della camorra. L’ultimo blitz alla Provolera, qualche giorno fa, quando la finanza ha scoperto e sequestrato un vero e proprio impianto di videosorveglianza abusivo collegato ad un’antenna attraverso un cavo lungo 50 metri nascosto tra i fili della pubblica illuminazione. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno scoperto altre telecamere nel quartiere bunker dei Tittoni, dinastia criminale attività in città e specializzata nel traffico di sostanze stupefacenti. Le telecamere ritrovate dai carabinieri erano nei tubi di scolo delle acque piovane piazzate ai bordi dei palazzi.  Ma a cosa servono alla camorra quegli occhi elettronici piazzati in ogni angolo della città? A controllare i propri covi e a monitorare ciò che avviene nelle basi dei clan rivali. Una sorta di streaming del crimine nato soprattutto per scongiurare possibili agguati. Nei quartieri oggetto dei controlli, infatti, sono andati in scena numerosi episodi criminali. Stese e delitti mancati per un soffio che hanno spinto i boss dei rioni a tessere le trame di quel sofisticato sistema di videosorveglianza smantellato dalle forze dell’ordine. Nonostante la tregua degli ultimi due mesi, in città i venti di guerra non si sono mai placati. Lo dimostra un altro dato: il fatto che i vertici dei gruppi criminali si sono rintanati in casa, consapevoli di essere nel mirino degli assassini delle cosche rivali.

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