Virus e crisi, Fiola: «Il Covid è stata una mazzata, dalla Camera di Commercio di Napoli aiuti per 150 milioni di euro»

Vincenzo Lamberti,  

Virus e crisi, Fiola: «Il Covid è stata una mazzata, dalla Camera di Commercio di Napoli aiuti per 150 milioni di euro»

Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli: la crisi economica a causa del Covid sta penalizzando in maniera evidente il commercio.

Quali sono le strategie da portare avanti per salvare questo settore?

«Non abbiamo dato prebende ma abbiamo dato la possibilità alle imprese, che hanno manifestato la volontà di ripartire attraverso nuovi investimenti, di ricevere contributi a fondo perduto pari al 50%. In tre anni abbiamo messo in campo circa 150milioni di euro attraverso bandi mirati».

Le festività natalizie da sempre sono ossigeno per i commercianti. Quali sono le previsioni della categoria per questo periodo?

«Tutto è legato purtroppo alla pandemia, anche a questa nuova variante che dalle prime notizie pare che non sia più pericolosa delle altre. Il manager casertano contagiato e vaccinato non ha sintomi significativi. Però la sola notizia ha creato un contraccolpo molto evidente alle borse e questo fa capire quanto sia fragile il sistema e quanto sia complicato fare previsioni».

A Napoli la Camera di Commercio si è impegnata in un’attività legata all’installazione di luminarie su tutto il territorio cittadino. Siete soddisfatti di questo lavoro?

«Molto soddisfatti perché ha trovato ampi riscontri tra i cittadini e i commercianti a cui abbiamo tolto l’imbarazzo di doversi autotassare per installare le luminarie. Tempo e pandemia permettendo abbiamo creato le condizioni per suscitare l’interesse di cittadini e turisti e quindi alimentare il commercio in questo periodo natalizio».

Per la tutela del commercio avete anche chiesto la nascita di una rete per la tutela del falso. A che punto è questa idea?

«Con la promozione del “Museo del vero e del falso” abbiamo fatto da apripista. Insieme con l’associazione presieduta da Luigi Giamundo abbiamo messo insieme le forze dell’ordine, i magistrati e le altre istituzioni preposte al controllo. La polizia municipale, con l’Anci, sarà parte integrante di questa rete».

La provincia di Napoli, ed alcune città più forti dal punto di vista commerciale, lanciano l’allarme per il momento di crisi che si sta avvertendo. Avete progetti ad hoc per queste aree?

«I bandi promossi sono tutti di carattere provinciale, non solo per Napoli. Abbiamo messo anche in condizione i comuni che ne hanno fatto richiesta di avere il loro Natale illuminato con finanziamenti mirati. Qualcuno però non è stato capace di cogliere quest’opportunità, addirittura non riuscendo a consegnare la documentazione in maniera regolare. E’ un peccato che queste incapacità ricadano poi sui cittadini e sui commercianti».

Immagina che, dopo questa pandemia e sperando si chiuda in fretta, cambierà il modo di intendere il commercio?

«Lascerà un segno profondo. Però stando agli ultimi dati economici del nostro Paese che sta trainando l’Europa con numeri molto positivi dobbiamo fare in modo di stabilizzare questa crescita. L’opportunità dei fondi europei può consentirci di non tornare indietro e tornare ad essere il fanalino di coda dell’Europa. Questa crescita deve proseguire ed essere stabile».

La concorrenza dell’online è un pericolo? O si tratta di due aspetti che si possono conciliare?

«E’ un grande pericolo ed è anche una grande ingiustizia nei confronti del commercio in genere. Anche perché c’è una disparità di trattamento. Solo nel mese scorso si è addivenuto a un accordo mondiale di tassare del 15% l’on line e quindi ora anche il commercio dovrebbe avere stessa tassazione. Invece registriamo una concorrenza scorretta dettata dagli Stati. Se un commerciante paga il 43% di tasse non vincerà mai questa battaglia. La scelta è duplice: portare la tassazione delle imprese italiane al 15% oppure aumentare le tasse per i colossi dell’on line. Credo che la seconda strada sia quella più giusta».

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