Bonifiche delle discariche dimenticate, 500 milioni dal Pnrr contro il disastro ambientale nel Vesuviano

Andrea Ripa,  

Bonifiche delle discariche dimenticate, 500 milioni dal Pnrr contro il disastro ambientale nel Vesuviano

Un tesoretto di 500 milioni di euro per la bonifica dei “siti orfani”, bombe ecologiche che per anni hanno contribuito all’inquinamento di interi territori sotto lo sguardo delle istituzioni che per assenza di fondi e di progettualità hanno potuto solo guardare crescere le discariche di rifiuti. Una parte di quel tesoro, garantito dal governo grazie ai fondi del Pnrr a cui bisognerà aggiungere altri 105 milioni previsti dal decreto del 2020, finirà in Campania. Sarà utilizzato per la bonifica di 50 siti in tutto il territorio regionale, 20 soltanto nella provincia di Napoli. Una mappa di potenziali bombe ecologiche che il governo Draghi – grazie ai trasferimenti garantiti dal ministero per la transizione ecologica – punta a disinnescare definitivamente. Dall’Apreamare di Torre Annunziata all’ex Agrimonda, bomba ecologica che minaccia il Nolano: la mappa dei “siti orfani” – le cui colpe per lo scempio ambientale non possono ricadere su nessuno – è molto più lunga. La Cava della morta ex Fiengo a Ercolano insieme a Cava Novelle Scoppa e Cava Cupa Viola, sempre nella città vesuviana, rientrano nell’elenco dei siti da smaltire ma anche il Garage Garibaldi a Pollena Trocchia, il Si.Ro a Pomigliano la Ditta Sepe e l’area davanti alla scuola elementare di via Miccoli di San Gennaro Vesuviano e il disastro di via Mele a Somma Vesuviana: tutti disastri ambientali su cui si interverrà con la rimozione delle tonnellate di rifiuti interrati e abbandonati negli anni in maniera illecita. Campania, Lombardia, Sicilia e Veneto sono le regioni che contano il maggior numero di siti inquinati da bonificare, andando ben oltre il 50% degli interventi totali previsti dal piano del Governo, varato dal Ministero delle politiche ambientali prima e proseguito da quello per la Transizione Ecologica ora. Un obiettivo che dicono i Cinque Stelle è stato «centrato» dopo anni di «incuria e abbandono, intere zone saranno bonificate», il messaggio dei parlamentari pentastellati. «Le bonifiche dei nostri territori, rappresentano il cuore della Transizione Ecologica andando a sanare anni di incuria spesso sfociati in attività illecite», spiega Carmen Di Lauro grillina della commissione ambiente. Complessivamente, su scala nazionale, sono circa 270 i siti orfani destinatari dei 605 milioni (500 più 105) stanziati dal Governo. Si tratta di quei siti ex industriali contaminati la cui responsabilità dell’inquinamento ormai non è più attribuibile a nessuno per fatti come discariche abusive, interramenti illeciti, utilizzo di compost non a norma su terreni agricoli anziché in impianti idonei al suo smaltimento. In questi luoghi, in precedenza non era mai stata avviata nessuna procedura di bonifica con relativo stanziamento di fondi.

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