Mazzette per l’affare Nu a Torre del Greco: in aula l’audio-chiave, dubbi sul fruscio dei soldi

Alberto Dortucci,  

Mazzette per l’affare Nu a Torre del Greco: in aula l’audio-chiave, dubbi sul fruscio dei soldi
Un momento dell'udienza

Torre del Greco. Un’udienza-fiume, sei ore di dibattimento e l’audio-chiave dell’inchiesta ascoltato per la prima volta in aula. Non senza imbarazzo per il maggiore della guardia di finanza Giuseppe Campobasso, a capo delle indagini per la «monnezza connection» all’ombra del Vesuvio. Perché il «fruscio dei soldi» ascoltato dal collegio presieduto dal giudice Gabriella Ambrosino  e ritenuto la prova regina dell’accusa di corruzione a carico dell’ex sindaco Ciro Borriello, in realtà assomiglia a un banale stropiccìo di carte e dura meno di 4 secondi: un tempo sicuramente insufficiente per contare i ventimila euro ritenuti la somma riconosciuta dai vertici della ditta Fratelli Balsamo all’ex primo cittadino per gestire l’appalto dei rifiuti a Torre del Greco. Al punto da costringere lo stesso Giuseppe Campobasso a smentire la «frase-simbolo» dell’ordinanza di custodia cautelare costata l’arresto a Ciro Borriello & company e a parlare genericamente di «contatto visivo e tattile».

L’ora delle difese

Ma partiamo con ordine. Prima di arrivare alla vicenda dell’audio-chiave, l’avvocato Massimo Loffredo – difensore di fiducia di Antonio Balsamo, Massimo Balsamo e Ciro Balsamo – aveva sfoderato l’artiglieria pesante per smantellare la tesi della procura di Torre Annunziata: non solo parole e documentazione cartacea, ma un proiettore grazie a cui mostrare le «debolezze» dell’inchiesta. Sotto lo sguardo attento di Ciro Borriello – accompagnato in udienza dalla nuova compagna – sono comparse sullo schermo le foto agli atti delle indagini, scattate dalla guardia di finanza per dimostrare come la ditta Fratelli Balsamo fosse stata «favorita» sotto il profilo delle sanzioni per i disservizi rispetto ai predecessori della Ego Eco. Le immagini portate come «prova» dagli investigatori non solo non mostrano particolari criticità, ma – al contrario – riflettono con plastica evidenza la differenza rispetto alla precedente gestione della Eco Ego. Richiamata – sempre a video – attraverso le immagini-scandalo girate sul web tra il mese di giugno del 2014 e il mese di dicembre del 2014, un mese prima del passaggio di testimone alla ditta Fratelli Balsamo.

La dirigente «zelante»

In merito alle mancate sanzioni ai nuovi affidatari dell’appalto dei rifiuti, la difesa ha evidenziato gli errori commessi dalla dirigente Luisa Sorrentino – definita «zelante» dal maggiore della guardia di finanza in sede di interrogatorio – alla base del ritardo per le sanzioni. Errori di cui lo stesso Giuseppe Campobasso ha preso atto, non senza un moto di insofferenza.

L’audio di 3 secondi

Evidenziate le lacune relative ai presunti favori riconosciuti da Ciro Borriello alla ditta Fratelli Balsamo, le attenzioni si sono concentrate sull’audio-chiave dell’inchiesta. Ovvero, l’intercettazione ambientale in cui – secondo la prospettazione investigativa basata sul «fruscio dei soldi» catturato in sala d’ascolto – Massimo Balsamo conterebbe un’ultima volta la somma della tangente prima del passaggio al sindaco, atteso per uno degli «incontri carbonari» in via Panoramica. Ebbene, l’operazione dura solo 3 secondi. Insufficiente perfino a una macchinetta contasoldi. «Non contava, mi correggo – l’imbarazzo del maggiore – Era un contatto per avere una conferma tattile e visiva dei soldi».

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