Torre Annunziata. Omicidio sul sagrato, Immobile finito dal killer minorenne

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata. Omicidio sul sagrato, Immobile finito dal killer minorenne

Torre Annunziata. Avevano pianificato tutto nei minimi dettagli. Sono entrati in azione in sella a due motorini di grossa cilindrata. Uno dei sicari ha sparato sei colpi, lasciando la vittima in una pozza di sangue. Un altro lo ha finito, sparandogli per quattro volte da distanza ravvicinata. Il tutto per bagnare nel sangue la sete di vendetta per il raid fallito ai danni di un uomo dei Gionta.  E’ la ricostruzione del massacro di Francesco Immobile, l’uomo assassinato a Torre Annunziata davanti al sagrato della chiesa di Sant’Alfonso il 12 settembre scorso. Macabri retroscena che emergono dalle pagine del decreto di fermo firmato dal pubblico ministero Alessandra Riccio che ha portato all’arresto di Ciro Coppola e Pietro Pallonetto. Latitante, invece, Amedeo Mas. Con loro, a partecipare al massacro, un quarto soggetto minorenne, Alfredo Longobardi. Sono tutti legati ai Gionta. Secondo gli inquirenti il delitto rientrerebbe, appunto, nella guerra in atto tra i Valentini e una frangia dei Gallo-Cavalieri ritenuta vicina ai boss del Quarto Sistema. Le indagini condotte dalla polizia, nel giro di due mesi, hanno portato all’identificazione dei presunti assassini e alla ricostruzione del movente. Un massacro legato all’agguato che l’11 settembre venne messo a segno ai danni di Michele Guarro, esattore del clan Gionta. Un’inchiesta lampo costruita attorno a decine di immagini e frame che hanno aiutato la polizia a ricostruire il percorso dei killer. Flash acquisiti grazie alla videosorveglianza delle attività commerciali della zona. Da via Vittorio Veneto fino alle fasi successive al delitto. A incastrare i sospettati anche i racconti di alcuni testimoni e gli abiti in loro possesso usati il giorno del delitto. Elementi dai quali emergerebbe che il commando avrebbe agito in sella a due motorini: un Piaggio Beverly e un Honda Sh 300. Il primo a sparare contro Immobile sarebbe stato Ciro Coppola che avrebbe esploso contro la vittima una raffica di colpi, di cui 6 andati a segno. Mentre Longobardi – figlio di un boss dei Gionta detenuto al 41-bis – lo avrebbe finito esplodendogli 4 colpi da distanza ravvicinata. Proiettili che hanno trapassato il cranio di Immobile uccidendolo.  Ai maggiorenni è anche contestata l’aggravante di aver spinto il minorenne a commettere il delitto. Pallonetto e Longobardi avrebbero anche provato il giorno prima le armi da usare per il massacro e il commando, nelle ore precedenti al delitto, avrebbe anche eseguito un’attività di pattugliamento dell’area nella quale è poi avvenuto il massacro di Immobile. “Potevano fare una strage di bambini”, ripetono le voci delle intercettazioni. Perché quel giorno, in quella chiesa, si stavano celebrando le prime comunioni.  Sul movente del delitto sono diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Immobile, infatti, è il nipote di Michele Palumbo, killer pentito dei Gionta che con le sue rivelazioni ha fatto arrestare e condannare decine di affiliati e boss dei Valentini (tra cui anche il padre del sicario minorenne). Ma l’uomo ucciso dai killer di Palazzo Fienga era anche anche imparentato – dal lato di sua moglie – con personaggi di spicco dei Gallo. Intanto nelle prossime ore si terrà l’udienza di convalida del fermo.

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