Annamaria, ricoverata al Covid-H di Boscotrecase: «Io, no vax pentita. Pronta a vaccinarmi»

Vincenzo Lamberti,  

Annamaria, ricoverata al Covid-H di Boscotrecase: «Io, no vax pentita. Pronta a vaccinarmi»

Annamaria ha 55 anni e fa la bracciante agricola a Torre del Greco. Dal 20 novembre è ricoverata nel reparto di sub-intensiva del Covid Hospital di Boscotrecase. Seguita a vista dai medici diretti dal primario Francesco Stefanelli e dal direttore sanitario Adriano De Simone che provano a strappare alla morte chi viene preso di mira dal contagio. Nello stesso reparto c’è anche sua madre, un’ottantenne che lotta tra la vita e la morte. Sia Annamaria che sua madre non sono vaccinate. “Ho sbagliato – racconta al telefono col fiato corto a causa dell’aggressione del virus ai suoi polmoni – mi sono fidata di chi diceva che il vaccino non era sicuro. Ho preferito ascoltare le chiacchiere di persone che non avevano esperienza medica e scientifica, assecondare i miei timori, invece di mettere in sicurezza me e la mia famiglia”. Annamaria ha passato giorni difficili. Da circa 14 giorni è costretta nel reparto di sub-intensiva. Sottoposta a ventilazione e terapie col casco. “Mi sono contagiata nella zona dove abito – racconta Annamaria – perché ho scoperto che c’erano molti positivi che camminavano senza mascherina. Qualcuno, poi, ha anche fatto venire in casa delle persone per servizi estetici e si trattava di persone positive. Mai, però, avrei immaginato di vivere quello che sto vivendo”. Annamaria è una no vax pentita. Lo ripete ogni giorno ai medici che si alternano, insieme agli infermieri, per prendersi cura di lei e di sua madre. In un reparto, quello di sub-intensiva che può ospitare fino a 25 pazienti, al momento i letti disponibili sono due. Anche ieri, infatti, alcune dimissioni che però sono state subito “pareggiate” dalla presenza di nuovi arrivi. “Stavo aspettando perché mi arrivavano informazioni sbagliate che mi hanno portato a titubare. In generale io non sono contro il vaccino, ma poi sono stata investita dal Covid senza potermi difendere. E’ chiaro che ora sono assolutamente convinta a farlo. Non sono contro la scienza, adesso sono solo contro la cattiva informazione” ripete Annamaria. Che in questa attesa, in questo momento di dubbio, ha trascinato anche sua madre. “Purtroppo questa mia mancata decisione ha comportato che anche mia madre fosse senza vaccino. Oggi me ne pento perché hanno detto tante di quelle sciocchezze che ci terrorizzavano. E’ chiaro che oggi non farei passare tempo, assolutamente non rifarei tutto quello che ho fatto, si soffre  moltissimo col Covid, la gente deve sapere” racconta Annamaria. Che attraverso le colonne di Metropolis ora lancia messaggi diretti ai no vax. “E’ troppo brutto il Covid, un nemico che ci sta addosso. Se la scienza ha fatto qualcosa e allora è giusto che sia premiata” spiega la donna. “Purtroppo – racconta ancora Francesco Stefanelli, primario della sub-intensiva del Covid Hospital – quello di Annamaria non è l’unico caso. Sono tanti i non vaccinati che arrivano qui perché prima hanno avuto paura di sottoporsi all’immunizzazione. Noi facciamo sempre il possibile per salvarli. Ma, in alcuni casi, l’assenza di vaccinazione fa sì che il Covid li aggredisca in maniera molto più invasiva. Abbiamo visto tanti no-vax non riuscire a farcela” spiega il primario. “La verità è che siamo in piena quarta ondata – continua ancora Stefanelli – soprattutto negli ultimi venti giorni abbiamo assistito a un’impennata di contagiati e ricoverati. L’80 % di copertura vaccinale, però, cii ha consentito di ridurre il numero dei ricoverati. Basti pensare che nel mio reparto, la sub intensiva, solo il 10% è vaccinato, il 90% non si è vaccinato e quando si ammalano sviluppano la forma grave della malattia” conclude il primario.

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