Salta Venditti. E l’Immacolata diventa un flop

Tiziano Valle,  

Salta Venditti. E l’Immacolata diventa un flop

Da un’Immacolata con un super evento a un flop clamoroso, il passo è breve a Castellammare di Stabia. Il rinvio a data da destinarsi del concerto di Antonello Venditti è solo l’ultimo episodio che mortifica una città destinata a rimanere all’ultimo vagone del treno dello sviluppo. La responsabilità del flop è da attribuire al ritardo di programmazione accumulato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, che ha puntato tutto sul concerto di Antonello Venditti senza fare i conti con le ataviche problematiche ad avere autorizzazioni che solo a Castellammare impediscono di poter svolgere gli eventi.Scarsa disponibilità di agenti di polizia municipale per garantire la sicurezza dell’evento e allo stesso tempo presidiare i quartieri, orari di lavoro che non si possono allungare senza adeguati incentivi, sono solo alcune delle problematiche che avrebbero dovuto spingere l’amministrazione a partire almeno con sei mesi di anticipo per l’organizzazione dell’evento. Quantomeno per provare a immaginare anche un’alternativa che a 48 ore dell’Immacolata ancora non c’è. Il 7 dicembre Castellammare rischia di ritrovarsi con i rioni militarizzati senza offrire alcuna alternativa ai cittadini che vogliono vivere la tradizione nel rispetto delle regole. Un classico, purtroppo. E se, da un lato, qualche quartiere come quello dell’Acqua della Madonna, ha deciso di non realizzare i falò autonomamente, non accadrà così da altre parti della città. A questo bisogna aggiungere che il concerto di Antonello Venditti avrebbe rappresentato un momento importante per la città, per attirare persone da tutta la regione, favorire le attività commerciali, mettere in risalto il patrimonio storico, artistico e archeologico, legandolo a un progetto che aveva la benedizione del Ministero della Cultura. Al di là delle naturali schermaglie politiche, non c’erano particolari controindicazioni. Parlare di problematiche Covid per un evento sull’enorme arenile di Castellammare quando stadi, palazzetti e teatri si stanno riempendo ogni settimana è un esercizio di retorica. Mentre si rischia di scivolare nella demagogia quando si sostiene che tutti i soldi debbano essere destinati alle famiglie bisognose (piuttosto bisognerebbe approfonditamente controllare che i 750mila euro stanziati per i buoni spesa, vadano effettivamente a chi ha bisogno). Sta di fatto che gli eventi natalizi (per ora non si sa nemmeno quale sia il calendario) parte con un clamoroso flop a Castellammare. Colpa del maltempo.

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