Castellammare. Immacolata, rioni militarizzati. In extremis i falò sull’arenile

Tiziano Valle,  

Castellammare. Immacolata, rioni militarizzati. In extremis i falò sull’arenile

Falò sull’arenile last minute per provare a evitare che la tradizionale Immacolata di Castellammare di Stabia si riduca solo a una battaglia contro l’illegalità, senza offrire un’alternativa valida a chi vuole viverla nel rispetto delle regole. Dopo lo schiaffo dell’annullamento del concerto di Antonello Venditti, l’amministrazione comunale cerca di mettere una pezza a una vicenda dai contorni grotteschi. La mancata autorizzazione a un evento che era stato annunciato dal primo cittadino Gaetano Cimmino, dalla società organizzatrice in collaborazione con il Ministero della Cultura e poi dallo stesso cantautore romano ha determinato un flop enorme.La versione ufficiale è che il concerto è stato rinviato a causa del maltempo, ma in realtà sul tavolo dell’ultima commissione spettacoli è emersa la difficoltà a garantire l’ordine pubblico in una serata in cui da sempre nei quartieri si accendono falò non autorizzati.Una tesi portata avanti, in particolare, dalla polizia municipale che crea un precedente anche rispetto ai prossimi anni. Se l’obiettivo di cui la politica discute già da tempo in città è quello di provare a trasformare la tradizione dell’Immacolata in un evento in grado di attirare persone a Castellammare, non si può prescindere dall’offrire un’alternativa legale ai falò non autorizzati. E il concerto di Antonello Venditti oltre all’indiscutibile valore artistico e culturale, sarebbe stato funzionale anche ad attirare quante più persone possibili sull’arenile evitando che potessero andare nei rioni. Ma tant’è.Quest’oggi la città, come sempre accade, sarà militarizzata. Almeno un centinaio le forze dell’ordine che avranno il compito di presidiare i quartieri ed evitare che si accendano i falò che sono stati anche vietati da un’ordinanza sindacale. I ritardi accumulati dall’amministrazione comunale per l’organizzazione dell’Immacolata, però rischiano di lasciare la città senza la sua secolare tradizione legata anche al culto della Madonna.Nelle ultime ore, il Comune ha tentato uno sprint affidando a una ditta di Casalnuovo un appalto da 15mila euro per la fornitura e l’accensione della legna necessaria per realizzare le pire sull’arenile. L’obiettivo è quello di provare in extremis a mettere una pezza, sperando di convincere quante più persone possibili a raggiungere la villa comunale di Castellammare per assistere ai falò autorizzati.E’ un Natale che stenta a decollare quello in salsa stabiese, tra luminarie montate in ritardo, eventi non ancora comunicati e un piano traffico per le festività di cui si sono perse le tracce e alla fine si ridurrà alle canoniche chiusure delle vigilie. Difficoltà che se paragonate alle iniziative messe in piedi nelle altre città del territorio, già da qualche settimana, non possono far altro che creare malumore tra gli stabiesi e in particolare tra gli imprenditori che con gli incassi di questo periodo dell’anno provano a far quadrare i bilanci.

CRONACA