Ercolano, gli ex bunker della camorra diventeranno centri anti-violenza e info-point per turisti

Alberto Dortucci,  

Ercolano, gli ex bunker della camorra diventeranno centri anti-violenza e info-point per turisti
Il sindaco Ciro Buonajuto

Ercolano. Un centro anti-violenza per le donne, un info-point per i turisti, un’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti. è la «nuova vita» ipotizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Buonajuto per tre beni confiscati al clan Birra, la sanguinaria cosca in guerra con gli Ascione-Papale per il controllo delle attività criminali all’ombra del Vesuvio: una «nuova vita» messa nero su bianco all’interno di un apposito provvedimento con cui la giunta di corso Resina ha avviato la procedura per l’assegnazione di un appartamento, di un locale commerciale e di un terreno agricolo strappato alla camorra.

La rinascita post-faida

Tutto nasce dall’attività di ricognizione avviata dall’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, d’intesa con il prefetto di Napoli, finalizzata alla conoscenza degli indirizzi istituzionali o sociali per l’utilizzo dei beni sottratti ai clan del territorio. Una storica battaglia del leader locale di Italia Viva, pronto a portare all’attenzione dell’esecutivo cittadino la «proposta di riconversione» avanzata dal vicesindaco Luigi Luciani – delegato ai beni confiscati e ai beni acquisiti al patrimonio – in vista di una futura manifestazione d’interesse: «Sul territorio cittadino insistono tre beni confiscati da destinare a scopi sociali – la premessa del delfino dell’ex premier Matteo Renzi – un appartamento in via Luigi Palmieri, un locale commerciale in via Vittorio Veneto e un terreno agricolo in via Caprile». Per ciascuno la giunta ha individuato la futura destinazione d’uso: in particolare, l’appartamento a due passi dalla zona di San Vito – in una traversa di via Benedetto Cozzolino – dovrà diventare un centro anti-violenza per le donne, mentre il locale commerciale di via Vittorio Veneto dovrà essere trasformato in un info-point per i turisti.

Il frutteto del boss

Due, invece, le opzioni per il frutteto di via Caprile strappato al clan Birra. Secondo le indicazioni dell’esecutivo di corso Resina, il terreno agricolo potrà essere utilizzato per realizzare un’isola ecologica – in modo da provare a tamponare le croniche emergenze rifiuti registrate sul territorio – oppure come serra, in continuità con le attività portate avanti negli ultimi anni dalle associazioni di volontariato sempre in prima fila contro la camorra. Il provvedimento approvato dalla giunta comunale sarà ora inviato all’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per la formulazione della manifestazione d’interesse destinata a regalare una «nuova vita» rigorosamente legale ai beni portati via alle organizzazioni criminali del territorio.

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