Pompei, così i tombaroli hanno realizzato altri due cunicoli sotto la città antica

Pasquale Malvone,  

Pompei, così i tombaroli hanno realizzato altri due cunicoli sotto la città antica

La “Boscoreale sotterranea” sventrata nelle viscere vulcaniche dai cacciatori clandestini di tesori archeologici. I tombaroli tornano di nuovo in azione nella Pagus Augustus Felix Suburbanus. Il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha scoperto e sequestrato due pozzi dai quali si diramano altrettanti tunnel. L’area incriminata si trova all’interno di una proprietà privata di via Vicinale Tufano, una strada secondaria poco distante da Civita Giuliana, villa suburbana al confine con Pompei dalla quale sono già emersi importanti ritrovamenti. I cunicoli si trovano all’interno di un’area già sottoposta a vincolo archeologico in cui insiste una parte della villa romana nota come “Numerius Popidius Florus”, venuta alla luce per la prima volta agli inizi del novecento. Nel corso del sopralluogo, nei pressi delle strutture archeologiche fuori terra, i Carabinieri, grazie anche al prezioso supporto dei Vigili del Fuoco di Napoli, hanno individuato due botole, distanti l’una dall’altra circa 10 metri, poste a chiusura di altrettante cisterne. Sul fondo era stato realizzato un tunnel abusivo per eseguire ricerche archeologiche clandestine per il depredamento della villa romana. Nella prima cisterna, di circa 6 metri di profondità, è stata accertata la presenza di un tunnel contemporaneo ricavato nello strato di cinerite e lapillo, della lunghezza di circa 5 metri. Nel secondo pozzo, della profondità di circa 4 metri, è stata constatata la presenza di un ulteriore tunnel, praticato seguendo le antiche mura del sito archeologico, interessando strutture antiche sepolte. Al momento, da quanto si apprende, non è stato ancora possibile accertarne la lunghezza per pericolo crolli. Entrambi i tunnel hanno le dimensioni di circa 50 centimetri di larghezza e 60 centimetri di altezza e, per le loro caratteristiche, sono simili a quelli rinvenuti presso il sito archeologico di Civita Giuliana. All’interno di uno dei tunnel sono state rinvenute tracce inequivocabili della probabile recente frequentazione degli stessi da parte di soggetti non ancora identificati. Il sequestro è stato operato per erano ragioni di urgenza legate alla tempestività dei tombaroli che quasi certamente avrebbero continuato a scavare e depredare. Attualmente sono visibili, fuori terra, solo alcune stanze della villa romana, riconducibili a delle stanze termali, le quali avevano anche una caldaia per il riscaldamento delle acque. Il sequestro è stato operato nell’ambito di una più ampia e articolata attività di indagine delegata dalla Procura della Repubblica, avente ad oggetto il censimento e il monitoraggio dei numerosi siti di scavi archeologici clandestini presenti nel territorio di Pompei e in altre località limitrofe. Più in generale il sequestro è frutto della costante attenzione che la Procura sta ponendo per la tutela dell’immenso patrimonio archeologico presente nel territorio di propria competenza, per il contrasto alla spoliazione dei siti archeologici, all’interno e fuori dell’area urbana dell’antica Pompei, in attuazione del protocollo stipulato con la Direzione del Parco Archeologico di Pompei. La villa, una delle tante che insistono a Boscoreale, era stata scavata regolarmente, per poi essere riseppellita nel 1906 dai proprietari del fondo all’epoca dei fatti. Da pregresse attività investigative eseguite dai carabinieri, è emerso che tale contesto storico, nel corso degli anni successivi allo scavo archeologico del 1906, era stato oggetto di spoliazioni, privandolo di importanti testimonianze storico-culturali-archeologiche. Difatti alcuni affreschi della villa romana sono stati illegalmente esportati all’estero. Nel 2007 un mosaico raffigurante un serpente e degli animali marini, lasciato in situ proprio in una delle stanze della villa attualmente visibili stava per essere trafugato dai “tombaroli”, e solo grazie all’intervento dei carabinieri della Stazione di Boscoreale, intervenuti su segnalazione anonima, non fu asportato benché fosse stato già predisposto tutto l’occorrente per asportarlo. Attualmente il meraviglioso mosaico a figure marine si trova custodito presso il museo Antiquarium di Villa Regina di Boscoreale.

CRONACA