Immacolata a Castellammare, falò accesi nei rioni nonostante i divieti: vince ancora l’illegalità

Tiziano Valle,  

Immacolata a Castellammare, falò accesi nei rioni nonostante i divieti: vince ancora l’illegalità

Va tutto come da copione nella notte dell’Immacolata stabiese. I falò che dovevano essere vietati nei rioni vengono accesi in quasi tutti i quartieri, in alcuni casi appena le forze dell’ordine lasciano il presidio. I fuochi d’artificio che sono stati vietati sull’arenile di Castellammare per motivi di ordine pubblico, vengono esplosi in quasi tutti i rioni durante la notte senza alcuna autorizzazione. I deludenti falò sull’arenile non bastano a scaldare chi vuole vivere nel rispetto delle regole una tradizione secolare.Si riaccende anche il solito dibattito sull’opportunità di regolamentare i falò nei rioni. Ci sono stati almeno due tentativi nel corso degli anni, l’ultimo nel 2019, ed entrambi sono stati bocciati dalle autorità di pubblica sicurezza: ci sono quartieri di Castellammare dove sarebbe possibile realizzarli in sicurezza e altri dove invece non ci sarebbero le condizioni minime per farlo, questo il motivo alla base del diniego.Fino al 2018 si è tentato di chiudere un occhio, accontentandosi che nessuno si facesse male. Poi la camorra ha deciso di rovinare anche la tradizione più caratteristica di Castellammare, utilizzando i falò dedicati alla madonna per lanciare un messaggio contro i collaboratori di giustizia e il nome della città ne è uscito triturato a livello nazionale, così come il lavoro di chi deve garantire la legalità e la sicurezza sul territorio.Da quel momento, una piccola apertura è stata concessa solo per l’arenile di Castellammare, ma è mancata programmazione e forse condivisione politica per cercare di spingere su questa strada. Martedì sera in villa comunale c’erano almeno cinquemila persone che hanno assistito e gioito all’accensione dell’albero e delle luci che hanno illuminato la cassa armonica. Le stesse che costrette da una transenna a stare a oltre 50 metri dalle pire allestite sull’arenile (non è avvenuto lo stesso nei rioni, dove sono stati accesi senza autorizzazione), sono rimaste deluse dai falò.L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Cimmino aveva provato a impreziosire la serata con il concerto di un’artista di fama internazionale come Antonello Venditti, e ad oggi restano inspiegabili i motivi del mancato rilascio delle autorizzazioni. Tra la gente che martedì sera ha partecipato alla serata in villa comunale c’era anche chi rispolverava l’idea di dare a tutti i rioni la possibilità di realizzarli sull’arenile. Il problema vero è che della valorizzazione di una tradizione storica come quella dell’Immacolata a Castellammare se ne tornerà a parlare il prossimo dicembre, quando ormai sarà troppo tardi.E allora, come accaduto anche nella notte di mercoledì, spazio all’anarchia dei rioni. I falò sono stati accesi senza particolari problemi: all’Acqua della Madonna (dove pure era stata annunciata una rinuncia per il timore di contagi da Covid-19), al rione Cicerone, nel quartiere Moscarella (dove da anni i giovani della zona utilizzano un terreno agricolo privato), alla Tavernola, in piazzetta Bracco, nel vicino Parco Imperiale a Gragnano. Insomma, quasi ovunque. Il coro unanime che arriva dai quartieri è «non si possono vietare i falò, la tradizione non è camorra».Alle istituzioni il compito di indicare la strada per tentare di trasformare l’Immacolata in un’occasione di rilancio per l’immagine di una città dove anche ieri ha vinto l’illegalità.

CRONACA