Raffaele, baby pasticciere di Boscoreale: «I dolci mi hanno tirato via dalla strada»

Pasquale Malvone,  

Raffaele, baby pasticciere di Boscoreale: «I dolci mi hanno tirato via dalla strada»

Una torta ideata e creata per ricordare il padre scomparso per un male incurabile. Ogni ingrediente è stato scelto con cura e maestria non solo per deliziare i palati più golosi, ma anche e soprattutto perché ognuno di essi lo lega in qualche modo a lui. Raffaele Iorio è un giovane ma promettente pasticciere boschese di 23 anni. Fino ad oggi ci ha pensato la madre a tirarlo su. Suo padre Antonio, invece, entrava e usciva dal carcere per saldare i suoi debiti con la società. E anche per questa ragione Antonio aveva deciso di troncare ogni rapporto con il figlio anche per proteggerlo. E intanto Raffaele cresceva con la speranza che un giorno il destino li avrebbe di nuovo uniti. E il destino, si sa, ci mette sempre lo zampino, nel bene e nel male. «Quando si cresce senza un padre che entra ed esce dal carcere, o si diventa adulti presto o si rischia di finire male. Ma non l’ho mai giudicato ed è anche per questa ragione che non ho mai provato rancore nei suoi confronti. L’ho cercato, desiderato e sapevo che – prosegue – anche lui mi stava aspettando». Quando esce di galera, Raffaele deve misurarsi con l’ennesima sfida che la vita gli pone davanti. Suo padre ha un male incurabile che se lo porterà via lentamente. «Non mi sono arreso, non fa parte della mia indole. Non potevo fermarmi proprio ora e così mi sono occupato di lui, della sua salute. Ho fatto il figlio anche se lui non aveva mai fatto il papà», aggiunge. Quando finiva di lavorare nel laboratorio di pasticceria, dove nel frattempo imparava i primi trucchi del mestiere, si precipitava a Napoli per accudire il padre. Lo ha fatto finché ha potuto, fino all’ultimo granello di sabbia nella clessidra di una esistenza vissuta sempre al limite. Lo scorso agosto il cuore di “Tonino ralek”, così lo conoscevano nel quartiere, si è fermato per sempre. «Ci ho messo un po’ per metabolizzare il dolore e per dare un senso a quello che avevo vissuto. Ma gli ultimi anni trascorsi insieme a lui, nonostante la malattia, gli alti e bassi, i silenzi e le assenze, mi hanno ripagato di tutti i momenti negati – dice con voce tremante -. Da quando se n’è andato ho sentito sin da subito il desiderio di dedicargli qualcosa che lo rappresentasse e mi ricordasse sempre di lui». Ed è così che è nata l’idea di realizzare la torta Ralek a base di tre semplici ingredienti combinati con passione e arte: caffè, nocciole di Giffoni e cioccolato fondente. È lo stesso Raffaele a spiegarlo mentre confeziona i dolci della domenica nel laboratorio della Vecchia Pastaia. «Il caffè mi ricorderà le tazzine che ci accompagnavano durante le nostre giornate, la nocciola il colore dei suoi occhi , la frolla al cioccolato, la sua corazza ma allo stesso la sua infinita dolcezza. Il tutto racchiuso in una glassa a specchio che mi ricorderà il riflesso dei suoi occhiali dai quali non si separava mai, incastonati in un sole, perchè ovunque vada, lui sarà per sempre il mio sole».

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