Castellammare, falò illegali all’Immacolata. Cimmino: «Non è possibile tollerare inni e simbologie alla criminalità»

Redazione,  

Castellammare, falò illegali all’Immacolata. Cimmino: «Non è possibile tollerare inni e simbologie alla criminalità»

Insulti al sindaco e la vigilia dell’Immacolata trasformata da tradizionale festa cittadina a Castellammare di Stabia in un ‘sabba’, con centinaia di persone intorno a falò illegali accesi in opposizione alle istituzioni e a ogni disposizione a salvaguardia della sicurezza sanitaria e cittadina. L’episodio ha riportato alla mente il falò che venne allestito nel 2018 dalla camorra, nel quartiere Aranciata Faito, sul quale venne piantato uno striscione di minacce ai collaboratori di giustizia. E anche questa volta sono partite indagini su quanto registrato dai video che circolano sui social, anche perché, spiega il sindaco Cimmino “‘non è possibile accumulare e rubare legna, bruciare qualsiasi materiale, incendiare pire enormi a pochi metri dalle abitazioni, dai cittadini, senza nessuna condizione di sicurezza, tollerare inni e simbologie riguardanti la criminalità”. E avverte che, qualora dalle indagini emergeranno responsabilità, “chi ha sbagliato dovrà accollarsi il danno d’immagine provocato alla città. Quelle offese risultano infatti potenti sberleffi alle forze dell’ordine che fino a qualche ora prima erano state impegnate per reprimere il fenomeno”.

Cimmino ha commentato l’accaduto spiegando come ciò conferma che ”esiste e persiste in città un degrado sociale e culturale che stiamo provando a estirpare con ogni forza” e afferma che, tuttavia, ”sarebbe stupido credere che tutti quelli che mi hanno insultato siano camorristi o che siano persone abituate a delinquere, a violare la legge, a sfidare lo Stato”. Quindi, con delusione, aggiunge: ”La politica tutta dovrebbe condannare quegli insulti, maggioranza e opposizione. Invece, quando ci sarebbe da reagire contro quelle sacche di resistenza nei rioni, la minoranza è silente, acquiescente e mette addirittura in discussione l’operato delle forze dell’ordine”. Non ha taciuto, esprimendo indignazione sulla vicenda, solo il parroco della Chiesa dello Spirito Santo, nel rione Acqua della Madonna, nel centro antico, don Salvatore Abagnale, che si batte da anni per ricondurre la festa a un evento in linea con la legalità. Don Salvatore ha, infatti, espresso “piena solidarietà e vicinanza al sindaco”. “Io sono un sacerdote che crede molto nella possibilità di vivere questa festa in modo sano e fruttuoso e per questo sono davvero felice della reazione positiva e propositiva dell’amministrazione”, ha sottolineato plaudendo alla possibilità di creare una fondazione per le celebrazioni della Festa dell’Immacolata, con il coinvolgimento dei rioni ‘più turbolenti’.

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