Castellammare. Moscarella, scacco al nuovo clan: chiesti 92 anni di carcere

Tiziano Valle,  

Castellammare. Moscarella, scacco al nuovo clan: chiesti 92 anni di carcere

Venti anni di carcere a testa per Raffaele Polito e Silverio Onorato, i due pregiudicati che secondo la Procura Antimafia avevano fondato il clan Terzo Sistema nel rione Moscarella. E’ questa la richiesta che il pm della Dda, Sergio Raimondi, ha avanzato ai giudici del Tribunale di Napoli, al termine di una requisitoria durata circa due ore. Il magistrato ha ripercorso tutte le tappe di un’inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia che tra il 2017 e il 2020 sono riusciti a sequestrare numerose armi da guerra e documentare decine di episodi di acquisto e cessione di droga avvenute nel quartiere della periferia stabiese. Complessivamente la Procura Antimafia ha chiesto 92 anni di carcere per capi e gregari della banda di Moscarella.Oltre ai venti anni a testa per Raffaele Polito e Silverio Onorato, le pene più alte sono state richieste per Ernesto Di Maio e Michele Di Maria (12 anni a testa), considerati gli uomini più vicini ai capi e per Gianluca Di Maio (6 anni). Richieste più lievi, invece, per Anna Di Maio, Catello Viola, Anna De Martino e Luigi Cangiano (3 anni e 4 mesi a testa), per Johanna Gaffoni e Giorgio Cascone (3 anni) e per Tina Spera (2 anni e 4 mesi).Adesso toccherà al collegio difensivo, rappresentato tra gli altri dagli avvocati Alfonso Piscino, Renato D’Antuono e Mariano Morelli, provare a smontare le accuse dell’Antimafia. La sentenza con tutta probabilità arriverà entro gennaio.Nell’ultima udienza del processo sia Raffaele Polito che Silverio Onorato hanno ammesso di aver trafficato droga nel quartiere Moscarella, ma hanno smentito di aver fondato un clan sostenendo che ognuno per conto proprio faceva affari con lo spaccio.Una tesi decisamente distante da quella della Procura Antimafia che invece accusa proprio Polito e Onorato di essere a capo di una banda che è stata messa su con l’ambizione di tentare la scalata criminale a Castellammare, mettendo in discussione il duopolio dei clan D’Alessandro e Cesarano che da tempo si spartiscono il territorio. Una nuova cosca, insomma, che sarebbe nata con la benedizione di Mario Cannavale, ex affiliato degli Omobono-Scarpa, poi deceduto nel 2019.A supporto delle accuse dell’Antimafia ci sono una sfilza d’intercettazioni che hanno permesso di documentare i contatti tra i vari componenti del gruppo, oltre che i sequestri messi a segno nel corso degli anni dai carabinieri della compagnia stabiese. Tra questi, quello più importante messo a segno nel 2017 che permise di recuperare anche dei kalashnikov che il gruppo criminale era riuscito a comprare reinvestendo parte dei soldi incassati con il traffico di stupefacenti.Un business che – sempre secondo la Procura Antimafia – veniva finanziato da Luigi e Luciano Polito, rispettivamente zio e fratello di Raffaele, che a differenza dei 14 imputati che hanno scelto il rito abbreviato sono a processo con rito ordinario davanti a giudici del Tribunale di Torre Annunziata.

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